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  • Chi Siamo | Christian Nucibella e Katia Simionato | KNTNR

    Incontra i fondatori di KNTNR. La visione di Christian Nucibella e il rigore di Katia Simionato al servizio della strategia omnichannel e della crescita aziendale. OUR STORY The origins focused on talents. ESTATE 2021 Creare un contenitore ricco di idee dedicato al Brand Persona : un container, ma senza barriere e quindi pareti, da qui il nome, Container con la K iniziale e senza le vocali: KNTNR nasce nel 2021 principalmente dall’idea di declinare e traslare la grande esperienza dei suoi fondatori, Christian e Katia maturata nello sviluppo di importanti brand, nel personal branding per talenti, artisti, professionisti, come nuovo touch point, già da anni centrale nelle strategie di comunicazione negli USA, ma non ancora in Italia. “Iniziando questo viaggio imprenditoriale, ci siamo accorti che ogni talento era un mondo da far crescere e che la nostra esperienza era apprezzata nella capacità di analizzare e sostenere progetti più complessi. Abbiamo compreso sempre più la centralità del concetto di Community, senza la quale oggi giorno non esiste alcun concetto di brand”. Racconta Katia CEO dell’azienda. 2022-2023 Independent Music Label & Community Owner. Tutto ciò, unito alla curiosità, all’attenzione per l’innovazione, ai giovani, ha portato il team naturalmente a sperimentare ambiti nuovi: KNTNR è diventata etichetta discografica nel 2022 per sostenere alcuni talenti e nel 2023 ha iniziato ad aiutare e sostenere (anche finanziariamente) alcuni fondatori di start-up, in grado di cambiare il modello di business del mercato in riferimento. L’azienda inoltre ha iniziato a costruire delle vere e nostre Community per amplificare un’idea di comunicazione: progetto che richiede dedizione, pazienza e applicazione ma di grande innovazione. “Questo focus, rovescia alcuni concetti del marketing con un approccio bottom up, mirato e una relazione reale con il fan o cliente, con un grande abbattimento dei costi in ADV, accrescendo l’efficacia delle azioni di comunicazione" spiega Katia. 2024 Il 2024 vede il progetto di consolidamento della struttura con alcuni investimenti in equity e alcuni immobili, tra cui la ristrutturazione di un hangar di 500 metri coperti, per dare spazio fisico a KNTNR come vero e proprio hub creativo e luogo di incontro, con il progetto K.NON (nome che nasce da un gioco di parola, dal veneto capannone, luogo dove si svolge una qualche attività artigianale e imprenditoriale). “E sempre stato un nostro desiderio avere un luogo rifugio per chiacchiere con imprenditori fuori da orecchie indiscrete, uno spazio industriale dove esprimere le proprie passioni come musica, arte, motori e design, dove far nascere delle idee e sperimentare nuovi percorsi”. Racconta Christian, Presidente di KNTNR. We are Holding / K.NON project. In love with Art Il 2025 è l'anno della scoperta del mondo dell'arte, quale elemento che unisce progettualità e creatività, networking ed imprenditorialità. Dopo 4 anni i puntini cominciano ad unirsi: "non si possono unire i puntini guardando al futuro; si possono solo unire guardando al passato. Si deve avere fiducia nel fatto che i puntini si connetteranno, in qualche modo, in futuro." - Steve Jobs 2025 THE FOUNDERS PRESIDENT & FOUNDER Strategy & Scale-up addicted CHRISTIAN KATIA CEO & FOUNDER Community & Fashion Victim "Il mercato non perdona la mancanza di congruenza. Dopo anni passati a gestire la complessità distributiva del fashion, oggi in KNTNR applico quella stessa precisione analitica alla validazione dei brand. Verifico che il posizionamento non sia solo un’idea, ma un asset solido capace di generare una community reale. Coordino team specializzati per trasformare la strategia in contenuti ad alto impatto su Instagram e LinkedIn, garantendo che ogni messaggio sia l’espressione fedele dell'anima dell’impresa." "Non credo alle formule magiche, credo all'alchimia codificata. In oltre vent'anni tra management e imprenditoria, ho imparato che il successo non è un incidente, ma il risultato di una regia ossessiva su branding, team e governance. Ho costruito modelli scalabili dove altri vedevano solo caos, con un unico obiettivo: trasformare la visione di un fondatore in un’istituzione capace di correre più veloce del mercato." EQUITY We are holding Viviamo le partecipazioni in Equity con ruolo attivo. L'esperienza internazionale acquisita nel corso degli anni, ci ha fatto comprendere come il sostegno e la crescita di un progetto imprenditoriale, richieda sempre più diverse professionalità che vanno oltre il classico approccio agli investimenti, a causa della crescente competizione e complessità del mercato. START-UP We are holding Le start-up non sono il nostro focus primario ma i grandi progetti nascono da dei garage, uffici in smart working e da tanta passione e di solito pochi mezzi a disposizione. E quando vediamo la luce negli occhi dei giovani imprenditori, il nostro cuore si apre e la nostra testa comincia a unire i puntini per dare una mano sulla scalabilità. Del resto spesso sono le piccole aziende che fanno più innovazione. We are holding REAL ESTATE Il ramo Real Estate è per noi sinonimo di contenitori dove idee e design si incontrano. Così ci siamo innamorati dello spazio presso Palazzo Tendenza; così la voglia di costruire uno spazio dedicato alle idee e alla creatività, ha fatto nascere il progetto K.NON dalla ristrutturazione di un hangar industriale abbandonato.

  • KNTNR: La scelta di un modello "FUORI MISURA"

    Scopri il modello "fuori misura" di KNTNR. Christian Nucibella racconta come scalare l'azienda unendo community, smart money e l'agilità di un vero partner. KNTNR: LA SCELTA DI UN MODELLO "FUORI MISURA". C’è una differenza sottile ma abissale tra gestire l’ordinarietà e alimentare l’unicità. Quando abbiamo fondato KNTNR, Katia ed io non volevamo creare "un’altra agenzia", non avrebbe avuto senso ripetere la storia. Volevamo costruire un’alternativa per chi, come noi, sente che i modelli tradizionali — pur validi nel loro perimetro e se ben gestiti — non bastano più a intercettare il domani: troppo lenti per un mondo che cambia velocemente. Spiegare cosa siamo oggi, mentre festeggiamo 5 anni di assiduo lavoro e sperimentazione, significa raccontare cosa abbiamo scelto di non essere più. Abbiamo voluto ritrovare il gusto del fare impresa e recuperare quel senso di scoperta che spesso si perde nelle grandi strutture. Ed ecco i capisaldi del nostro modo di essere. 1. Essere compagni di viaggio, non semplici fornitori. Nelle grandi realtà strutturate, il rapporto con l’imprenditore e la direzione si diluisce spesso tra account e processi standardizzati. Noi abbiamo scelto di recuperare la vicinanza radicale. KNTNR non vende "servizi" — facilmente reperibili sul mercato — ma mette a disposizione un arsenale: esperienza, alleanze strategiche, capitali e metodo. Essere una Holding, oltre che una società di advisory innovativa, ci permette di investire direttamente nelle minoranze, sostenendo i rilanci di chi ha avuto le intuizioni e le visioni in cui crediamo. Non ci interessa ricercare il bilancio consolidato del grande gruppo; ci interessa il percorso: la sfida di chi rischia in prima persona, per aiutarlo a scalare come abbiamo fatto noi, in passato, sulla nostra pelle. Due mondi, un solo incastro perfetto 2. Se tu hai il Brand, noi abbiamo la Community. È sotto gli occhi di tutti: il marketing tradizionale oggi fa fatica. Investire capitali in advertising senza una base organica è come cercare di accendere un fuoco senza legna. Abbiamo scelto di investire dove gli altri non vedono un ritorno perché non è immediato: negli asset proprietari. Siamo sempre stati convinti che non esista brand senza la sua community. Per questo KNTNR mette al servizio dei partner le proprie community costruite da Katia e dal suo team: ecosistemi reali, vivi, capaci di stimolare gli algoritmi in modo organico e costante. È la nostra risposta ai metodi tradizionali: meno "volume" indifferenziato, più relazione autentica e duratura. 3. L'habitat ispirazionale: Tecnologia + Umanità. Come innovare in un ambiente stimolante e ad impatto zero sull’ambiente? Abbiamo fatto quello che gli altri non fanno: abbiamo investito in una sede di proprietà. In un mondo dominato dall'A.I., l'unico differenziale resta l'unicità del guizzo umano. Ma le idee non nascono nel vuoto. Per questo è nato il progetto K.NON Hangar, il nostro "Secret Container". È una casa per talenti e imprenditori, un habitat fatto di oggetti, simboli di design, libri, motori, dischi e quadri. È un luogo dove le basi forti della nostra cultura e del nostro territorio incontrano l’ispirazione necessaria per nutrire la tecnologia. L'A.I. è un motore incredibile, ma ha bisogno che l’uomo fornisca gli spunti giusti; e l'uomo, per pensare bene, deve sentirsi bene nel proprio habitat. Una struttura agile contro l'immobilismo. Abbiamo scelto di essere piccoli per essere veloci. In KNTNR non esistono le lungaggini decisionali tipiche delle società guidate dai fondi, dove l'innovazione è vista come un rischio e l'investimento deve rientrare in 12 mesi. Noi guardiamo al domani senza l'ossessione dell'EBITDA mensile, convinti che il percorso, con i suoi errori, porterà ai frutti sperati. Crediamo nel valore degli asset a lungo termine, nel coraggio del "guizzo" imprenditoriale e nella sinergia che nasce da generazioni e punti di vista diversi che collaborano in un clima vivace. KNTNR non è un’alternativa a ciò che è stato; è una dimensione nuova per chi ha capito che il futuro non si ripropone, si inventa. Amplify Good Ideas. Caratteristica Modello Tradizionale (Passato) Modello KNTNR (Oggi) Obiettivo Volume e Consolidamento Scalabilità e Impatto Asset Struttura interna e Fornitura di Servizi e asset di terzi Networking qualificato e Creazione di Asset come le Community di Proprietà Livello di Rischio nei progetti Basso, investimenti in innovazione secondari, focus su Advisory e servizi con pagamento di ore lavorate. Orizzonte a breve e medio Investimenti con la Holding (Investimento in piccole minoranze) con Advisory interessato su obiettivi di business. Orizzonte a medio e lungo Decisioni Board di Fondi e Investitori (Lente) Imprenditoriali (Veloci) Habitat Uffici standard, organizzazione fortemente procedurale. K.NON Hangar Ispirazionale, organizzazione basata su esperienza, competenze e obiettivi, forte delega Autore - Christian Nucibella WhatsApp Copia link

  • Errori Startup: Strategie Governance Aziendale di Christian Nucibella

    Scopri come evitare errori comuni startup e costruire un'organizzazione efficace con i consigli di Christian Nucibella. L'organizzazione è strategia ...e se non la cambi, sei morto. Ho visto tante aziende nel corso degli anni ma poche mi hanno stupito veramente, indipendentemente dal settore; tra queste ricordo Google, Vaillant e una vista in questi giorni più piccola, Kave Home che mi ha fatto ritornare su un argomento che mi sta a cuore, l’organizzazione. L'organizzazione non è di certo un organigramma appeso in corridoio. Quella è burocrazia, ed è roba per chi fa carta e manuali. L'organizzazione vera è invece un Ecosistema vivo , un intreccio di #valori, #abitudini, #regole non scritte e relazioni che resistono agli urti. Mi sono sempre chiesto: perché le aziende ne sanno così poco? Perché pensano che l'organizzazione sia un costo, quando invece è l’unico #differenziale competitivo che i tuoi concorrenti non potranno mai copiare? Puoi copiare un prodotto, ma non puoi copiare il modo in cui le mie persone decidono (e bene) quando io non ci sono. Certo tanti hanno imparato il mio metodo di fare le cose, hanno creato la loro organizzazione (e aziende) con i loro valori, e di questo sono contento, dopotutto. La tua azienda è un fossile o un organismo? Il vizio del controllo: sei un leader o un tappo? Molti imprenditori parlano tanto, dicono di delegare, ma poi entrano tra le gerarchie e prendono decisioni senza consultare il responsabile di quell’ambito, senza rispettare la delega. Se devi esserci tu per ogni decisione, hai una organizzazione solo sulla carta: hai un esercito di esecutori “Yes Men” che aspetta ordini e ha paura di sbagliare. Ricorda il vecchio proverbio. Vuoi andare veloce? Vai da solo. Vuoi andare lontano e non dover ricominciare ogni mattina da zero? Impara ad andare in compagnia. Il silenzio del telefono: l’obiettivo supremo. Per anni il mio obiettivo non è stato il fatturato, ma il desiderio di un silenzio assordante. Volevo andare finalmente in ferie per due settimane e non sentire #urgenze. Quando poi è successo davvero, per la prima volta e mi sono sentito spaesato ma felice. Non ci credevo! È stato il mio socio Luca a rimettermi al mio posto: “Ehi Christian, mica salviamo vite umane. Le urgenze sono relative e ormai ci hai insegnato a gestirle. Goditi le vacanze”. In quel momento ho capito che avevo vinto. La macchina correva senza che io dovessi spingerla. L’e-commerce: la Formula 1 delle organizzazioni. Ci ho messo un po’ a capirlo, perché cercavo di spiegare agli imprenditori che costruire un servizio di qualità è più difficile di costruire un prodotto. Poi ho iniziato a disegnare i reparti come delle colonne verticali e a dire che gli imprenditori, per capire il nuovo mondo “digitale” dovevano rovesciare l’azienda e abbattere i silos . Perché dico che le organizzazioni e-commerce sono le più evolute? Perché il digitale taglia l’azienda in orizzontale . Crea delle supply chain complesse per farsi trovare nelle ricerche web, acquistare un prodotto in 3 click e consegnare in 24 ore. Non c’è tempo per le #gerarchie quando l'algoritmo cambia alle tre di notte. Un team e-commerce vive nell'imprevisto, gestisce capsule, vendite su mercati globali in tempo reale. È un ecosistema costantemente allenato al cambiamento. L'e-commerce non è un canale: è una palestra di sopravvivenza e un modo di fare impresa. Oggi giorno ci sono aziende che sono nate ecommerce: nel #fashion mi viene in mente Sezane e guarda caso sono quelle che vanno più veloci. L’elogio della pigrizia intelligente che ti obbliga alla delega. Lo ammetto: sono iperattivo, ma profondamente pigro. Odio ripetere le cose e odio quando il telefono squilla troppo. Per questo “pigramente” mi sono organizzato e ho delegato le cose che non mi piacciono a persone più brave di me a farle ! Per questo ho costruito un #ecosistema che camminava senza di me. Questa è stata la mia salvezza e talvolta la mia rovina. Ho delegato, a volte troppo. Mi sono fidato, a volte troppo. Ma andavo troppo veloce per non fidarmi. Se i miei collaboratori sono rimasti con me per più di dieci anni, significa che in quel vuoto lasciato dalla mia delega è evoluto in talento vero. Ma la delega, verso persone con un DNA che non era il mio, ha fatto anche dei danni, per cui oggi ti dico: “DELEGA CONSAPEVOLMENTE”. Il paradosso della pazienza: dai Lego alla Play, allo Scrolling. C'è un enigma che sto cercando di risolvere: la fragilità di chi entra oggi nel mondo del lavoro . Non credo sia un problema di #linguaggio tra #generazioni perché l’innovazione non ha età; è un problema di aver allenato la pazienza. Dico spesso che noi “vecchi” siamo la generazione dei Lego: per costruire dovevi fare fatica, incastrare pezzi, progettare, smontare e ripartire . poi c’è stata la generazione della PlayStation: Cerchio o X, funziona o non funziona. Cambio automatico, non manuale. Ricordo quando insegnai a mio figlio Alberto ad andare con la moto: “Alberto, quando molli la frizione, metti la prima, succedono delle cose li dentro, non è un pulsante, devi dare tempo alla marcia di entrare, alla frizione di slittare, al gas di prendere i giri, e tutto deve accadere in un preciso momento”. Oggi il mondo è quello dei 10 secondi di un contenuto social . Lo scorrimento infinito del cellulare ha ucciso la capacità di #rallentare, #capire, #accettare una critica. È la società delle risposte "facili", ma sono le domande che generano curiosità ed evoluzione. Pretendere di avere tutte le risposte subito perchè l’I.A. te le da, è purtroppo #superficialità. Per avere quelle giuste, bisogna provare e, soprattutto, fare fatica. Il coraggio dell'autocritica: il problema sei tu. Chiuderei con una #provocazione. Se i risultati non arrivano, caro imprenditore, caro leader, smetti di guardare fuori. Guardati allo specchio. L'organizzazione è il risultato della tua #mentalità. Fare autocritica significa accettare che i risultati dipendono dalla tua capacità di mettere persone migliori di te nei posti chiave e lasciarle lavorare. Hai il coraggio di assumere qualcuno che ne sa più di te? Hai la forza di investire nell'innovazione, nelle cose non certe? Perché da soli si decidono cose piccole , le cose che già sai. Per fare le cose grandi serve un processo #decisionale che coinvolge persone straordinarie come e oltre te. Autore - Christian Nucibella WhatsApp Copia link

  • La Solitudine del Comando, prevenire fallimento con Visione Strategica di Christian Nucibella

    L'analisi di Christian Nucibella sulla solitudine decisionale. Come la visione strategica e l'ingegneria del business prevengono il fallimento e creano valore. LA SOLITUDINE DEL COMANDO: DOVE NASCE LA DIREZIONE Oggi parliamo dell’essere imprenditore e di alcuni aspetti che talvolta ti fanno apparire come un extraterrestre, uno strano, nel suo mondo, comunque fuori dall’ordinario: c’è un paradosso nel fare impresa che nessuno ti spiega nei libri o ai convegni: più cresce la tua azienda, più ti circondi di persone straordinarie , e più la tua solitudine diventa profonda. Ma è una solitudine necessaria. È la solitudine della sintesi. Non è che l’imprenditore cambi o che non voglia più stare a contatto con i problemi giornalieri e operativi del team; semplicemente, non ne ha più la possibilità e se viene chiamato in causa, significa che quelle questioni non sono più ordinarie. È chiamato invece a fare regia, a portare valore a un team sempre più grande che gestisce attività sempre più complesse . Per essere utile a tutti, deve staccarsi dal particolare e guardare l’insieme. Il confronto critico: una leadership metodica L’imprenditore è chiamato a decidere in continuazione, quasi sempre, senza dare troppe spiegazioni nel farlo. Ma, per decidere correttamente, nei momenti determinanti, deve sapersi nutrire dell’#energia, delle #competenze e delle #idee degli altri. Il confronto onesto e critico con il team a supporto non è una concessione, è un dovere strategico del vero leader. Coinvolgere i propri talenti in un dibattito serrato rafforza una leadership metodica: quella che non impone dall’alto, ma #costruisce la decisione attraverso l’intelligenza collettiva. Questo processo dà energia al team e #solidità alla scelta. E’ un processo direi circolare nel dare e ricevere e arrivare all’obiettivo per approssimazioni successive e talvolta scatti in avanti (senza ascoltare nessuno, almeno apparentemente). Tuttavia, c’è un limite sottile: la leadership non può diventare schiava del processo stesso . Se la ricerca del consenso diventa un freno, l’azienda smette di correre e inizia a trascinarsi. Il rischio è diventare lenti, e nel mercato di oggi, la lentezza è letale . E’ un equilibrio sottile del processo decisionale che va mantenuto con cura con il team e sè stessi. La solitudine del comando: dove nasce la direzione Il silenzio della decisione: la visione incondivisibile Arriva il momento in cui, dopo aver ascoltato quelli che contano, devi tornare da solo. Qui emerge la vera differenza tra chi l’azienda l’ha creata e chi la guarda attraverso un foglio Excel. L’imprenditore deve essere "purtroppo" libero di decidere anche in modo #informale, seguendo traiettorie che non sempre può o deve condividere. Non si tratta di mancanza di trasparenza, ma di #visione. Il team può essere eccellente su ogni aspetto operativo, ma non si può pretendere che capisca l’intero orizzonte che solo chi è alla regia può scorgere. Ci sono pensieri, rischi e scenari futuri che l’imprenditore deve tenere per sé, per proteggere la strategia e le persone stesse. Il possibile conflitto con la finanza È qui che spesso si rompe l’idillio con i soci finanziari o i fondi, sul metodo di lavoro e sul disegno della traiettoria dove si pretende di capire tutto senza in realtà averne gli strumenti, la capacità (e talvolta la voglia), proprio perché ci sono ruoli diversi. Loro hanno bisogno di analisi infinite e procedure standardizzate e se ne fregano talvolta della variabile più importante, il tempo. Non capiscono che una decisione presa oggi con l’80% delle informazioni vale dieci volte una decisione perfetta presa tra sei mesi e può anche decidere la vita o la morte di una intera organizzazione. L’imprenditore invece, vive di processi mentali non lineari, di intuizione e velocità; il fondo vive di garanzie. La solitudine della #decisione serve a proteggere questo istinto: la capacità di assumersi il rischio della rotta quando gli altri stanno ancora calcolando il margine d’errore e a fare domande, talvolta inutili o “nocive” alla causa. La messa a terra: l’anima collettiva grazie al sistema valoriale Ecco la bella notizia per l'imprenditore: una volta decisa la rotta, la solitudine deve sparire; per "mettere a terra" la #visione serve una cultura d’impresa ispirata a una leadership carismatica, non autoritaria. Ho imparato che se vuoi che l’azienda si muova velocemente, devi aver costruito un sistema valoriale solido e un processo di delega . Le persone non seguono un tecnico; seguono un #leader che incarna valori in cui credere e poi vogliono proseguire in autonomia. La crescita coerente non è fatta solo di procedure, ma di rispetto, regole non scritte e passione condivisa, di un equilibrio dinamico più che instabile. E quindi?... La solitudine è necessaria per proteggere la velocità e la visione della strategia. Ma il sistema valoriale è ciò che permette a quella visione di non restare un #segreto, trasformandola in una realtà vissuta da persone che corrono al tuo fianco, anche quando non vedono ancora l’intero orizzonte ma credono fermamente in un sogno da realizzare. E vorrei chiudere con un aspetto #fondamentale: il sistema valoriale porta equilibrio anche nella vita privata e l’imprenditore equilibrato, coerente anche nella vita privata ha una marcia in più. Autore - Christian Nucibella WhatsApp Copia link

  • PENSIERI - Strategia e Visione di Christian Nucibella

    Analisi e strategie di Christian Nucibella su Digital Transformation, Omnichannel e Business Engineering. Visioni pragmatiche di un leader del digitale per affrontare le sfide dell'impresa moderna e scalare modelli di business complessi. PENSIERI "In questa sezione trovate pensieri e riflessioni maturati nel corso degli anni come imprenditore e leader. Riflessioni, aneddoti, con un taglio narrativo immediato che bada più ai concetti che alla forma. Spero possano essere utili a tutti coloro che stanno vivendo situazioni simili." Christian Nucibella GUARDARE DENTRO E OLTRE IL MERCATO PER RIDISEGNARE IL BUSINESS NELLA FINE ART. Dalla sinergia tra KNTNR Advisory, 21Art e Davide Vanin nasce 21App.art, un nuovo strumento che connette direttamente i collezionisti tutelando i margini di chi vende. L'ecosistema d'élite offre una suite di servizi integrati che spaziano dalle perizie all'autenticazione, fino alla logistica blindata. WOLF, RISOLVO PROBLEMI: PERCHÉ LE AGENZIE CREATIVE SCELGONO IL DIETRO LE QUINTE DI KNTNR. Quando una campagna si blocca a causa dell'algoritmo, KNTNR interviene come un SOS strategico dietro le quinte. Zero burocrazia, solo l'architettura organica quotidiana per riaccendere i motori e far decollare le performance delle agenzie creative. KNTNR: LA SCELTA DI UN MODELLO "FUORI MISURA". Christian Nucibella presenta il modello "fuori misura" di KNTNR: un'alternativa agile alle agenzie tradizionali che unisce vicinanza radicale, forza delle community e l'habitat ispirazionale del K.NON Hangar. Uno strumento per abbattere la burocrazia finanziaria e tornare a guidare. OLTRE IL TRAGUARDO: I PRIMI 5 ANNI DI KNTNR E LA NUOVA ALCHIMIA DELLA SCALABILITÀ. Dall’exit di una grande SpA alla creazione di un Hub di sperimentazione puro: i primi 5 anni di KNTNR raccontano il passaggio dalla gestione operativa alla visione libera. Un viaggio tra ingegneria strategica, alchimia di coppia e la volontà di costruire solo progetti fuori scala. Perché oltre ogni traguardo, esiste sempre un nuovo Giorno Zero. L'ALCHIMISTA D'IMPRESA: LA MIA FORMULA MAGICA, ORA A TUA DISPOSIZIONE Quando i manuali non bastano, serve l'Alchimista per tracciare la rotta. Dopo vent'anni passati a scalare ecosistemi da 0 a 100 milioni, distillo la mia esperienza per far correre le eccellenze italiane. Scopri la formula che trasforma un'impresa in un'orchestra perfetta. IL CICLO DELL'EGO: CRONACA DI UNA METAMORFOSI (mancata) Dall'umiltà della crisi alla trappola della bonaccia: scopri come il tuo ego sabota la delega proprio quando tutto sembra facile. Un'analisi cruda sul perché il tuo bisogno di controllo è il vero tappo della tua azienda e come distruggere il mito della tua indispensabilità per iniziare a guidare davvero. QUANDO IL TUO SUPERPOTERE DIVENTA UN LIMITE: LIBERARE IL TALENTO PER SCALARE Se sei la persona più intelligente della tua azienda, la tua azienda ha un grosso problema. E quello che chiami 'leadership' è in realtà il controllo che fa da tappo e impedisce ai tuoi talenti di esplodere e alla tua impresa di scalare. Sei disposto a distruggere il mito della tua indispensabilità per riprenderti finalmente la tua libertà di imprenditore e leader? Scopri perché il tuo superpotere è diventato la tua prigione. LA GENESI DEL METODO: PERCHE' SCEGLIERE CHI HA GIA' PERCORSO LA TUA STRADA Dalle parti per milione dell’automotive alle procedure in stile Google: sin dalla tesi di laurea sui modelli di eccellenza del business, nella mia testa l’organizzazione è sempre stata il vero differenziale competitivo. È complessa, poco replicabile e fatta di persone: per questo è unica. IL PILASTRO ZERO: L'ASSETTO DEL LEADER L'azienda è lo specchio del suo leader: non può esserci equilibrio nel business senza stabilità nella vita privata. L’Assetto del Leader non è un fatto di forma, ma di lucidità decisionale e presenza critica. Se il pilota non è centrato, anche la macchina più potente finirà fuori strada: impara a gestire il tuo equilibrio interiore per evitare che il disordine personale diventi un debito aziendale insostenibile. L'ORGANIZZAZIONE E' STRATEGIA...E SE NON LA CAMBI SEI MORTO Dalle parti per milione dell’automotive alle procedure in stile Google: l'impresa è un incastro di elementi che richiede tempo, fatica e pazienza. Se la tua azienda non scala, smetti di guardare il mercato e guardati allo specchio: l'organizzazione è viva ed è il riflesso esatto della tua mentalità e forse è tempo di "DELEGARE CONSAPEVOLMENTE" per raggiungere i tuoi obiettivi. LA SOLITUDINE DEL COMANDO: DOVE NASCE LA DIREZIONE Fare impresa significa spesso abitare uno spazio che gli altri non vedono. Tra il confronto con il team e il silenzio della decisione finale, la solitudine dell’imprenditore non è un limite, ma un dovere strategico. Un viaggio tra intuizione, velocità e quel sistema di valori capace di trasformare una visione solitaria in un successo collettivo. Edit IL METODO NUCIBELLA: PROTEGGERE L'ALCHIMIA, GUIDARE LA SCALATA. Proteggere l'alchimia e guidare la scalata: ecco i pilastri del Metodo Nucibella. Dalla codifica del DNA aziendale alla blindatura della governance, un approccio concreto e lontano dalle slide dei consulenti, pensato per rimettere l'imprenditore al centro di ogni operazione di equity. Edit COMPAGNI DI VIAGGIO: LA SCELTA DEI SOCI (PARTE 2) Scegliere i compagni di viaggio giusti significa puntare su fiducia, obiettivi comuni e sinergia. Le persone che ti accompagneranno possono fare la differenza, portando valore aggiunto alla tua esperienza e alla tua attività. COMPAGNI DI VIAGGIO: LA SCELTA DEI SOCI (PARTE 1) Fare impresa da soli o con soci? Con chi e perché? Esistono criteri per andare d’accordo anche nei momenti difficili, al di là dei contratti legali. COME FARE ESPRIMERE AL MEGLIO UN TALENTO? L'attenzione va ai principi di delega, confronto, rallentare per poi andare più veloci e dialogo tra generazioni per evitare talento sprecato Edit SCOPRIRE I TALENTI Per me, l'organizzazione è il differenziale competitivo, un sistema vivo che alimentiamo scoprendo e delegando ai talenti. Ho tratto ispirazione dalla Silicon Valley e dagli sport di squadra, cercando persone con la giusta attitudine per costruire un'azienda rilevante. Edit SAPER ASCOLTARE (PARTE 2: LA LEADERSHIP) Col tempo, ho capito che Saper Ascoltare è soprattutto delega e uno strumento chiave di leadership. Quando il turn-over è esploso, ho dovuto rallentare per riallineare il team. Oggi, il mio monito è per i giovani: la mancanza di ascolto verso i "vecchi" è la causa principale del talento sprecato SAPER ASCOLTARE (PARTE 1: LE ORIGINI) All'inizio di FiloBlu, ho dovuto ascoltare il mio istinto ignorando i pareri contrari. Ho imparato studiando i giganti e capendo che l'e-commerce richiedeva il retail, non solo la tech. È stata una svolta che ci ha imposto di cambiare rapidamente rotta, sfidando i dogmi interni. REALIZZARE QUALCOSA POTENDO SCEGLIERE La mia storia imprenditoriale nasce dalla volontà di creare un'azienda con un'organizzazione strategica, usando Internet come chiave di volta. L'intuizione mobile mi ha dato l'idea per FiloBlu. Oggi, la vera conquista è la possibilità di scegliere i progetti, ma per realizzarli servono metodo, team e la costanza di chi non molla. Edit

  • Wolf, Risolvo Problemi: Perché le agenzie scelgono KNTNR.

    Il segreto dietro le quinte delle agenzie creative. KNTNR azzera la burocrazia per concentrarsi sull'amplificazione organica e sui risultati dell'algoritmo. WOLF, RISOLVO PROBLEMI : perchè le agenzie creative scelgono il dietro le quinte di KNTNR. C’è una verità non detta nel mondo della comunicazione contemporanea: puoi avere l’idea più geniale del mondo o il talent più seguito del momento, ma se l'algoritmo decide di girarsi dall'altra parte, quella campagna è invisibile. E quando i numeri non decollano, il panico tra i tavoli delle agenzie e delle direzioni marketing è reale. È esattamente in quel momento che squilla il telefono dell’Hangar K.NON. In KNTNR abbiamo fatto una scelta di campo molto precisa: abbiamo rinunciato volutamente alla gestione ordinaria del cliente — che richiede strutture pesanti, account dedicati e burocrazia — per concentrarci su un’unica cosa: l’amplificazione pura dei risultati attraverso i nostri asset e le nostre Community. Noi non competiamo con le agenzie creative o con chi gestisce i talent. Noi siamo il loro alleato più prezioso. La ciambella di salvataggio quando i numeri stanno per affogare Il mercato della pubblicità oggi è saturo di slide e promesse, ma scarso di insight concreti . Quando una campagna stagna, non serve un altro brainstorming: serve qualcuno che conosca alla perfezione le regole non scritte di Mr. Meta, le dinamiche di Instagram, i filtri di Facebook e le metriche di LinkedIn. Noi operiamo come un SOS strategico. Le agenzie partner mettono la creatività, la strategia di posizionamento e i volti; noi mettiamo l'architettura organica quotidiana per spingere quel messaggio, far reagire gli algoritmi e portare risultati misurabili che salvano i budget e rendono i brand super soddisfatti. È un lavoro silenzioso, chirurgico, che facciamo dal nostro "secret container", dove passiamo le giornate a studiare i comportamenti delle piattaforme social e a testare soluzioni. Battere l’algoritmo. Risolvere problemi. Insight reali per brand globali Lavorare dietro le quinte attraverso agenzie partner ci ha permesso, in questi cinque anni, di dare una spinta decisiva alle campagne di brand iconici nei settori più disparati: dall'automotive al beverage, dall'energy all'entertainment, fino al luxury e ai trasporti nazionali. Realtà che muovono milioni di utenti e che non possono permettersi di sprecare investimenti in advertising senza una base organica solida. La nostra unicità sta nella capacità di fornire alle agenzie i giusti insight prima e durante la campagna : Misurazione della sostanza: sappiamo distinguere le metriche di vanità dai risultati concreti di business Stimolazione organica costante: le nostre community proprietarie non sono contenitori vuoti, ma ecosistemi vivi che parlano quotidianamente agli algoritmi. Problem solving algoritmico: se una reach crolla, sappiamo dove toccare per riaccendere il motore. Easy way: concretezza senza filtri Ci piace lavorare in modo semplice, diretto, senza i formalismi tipici delle grandi società di consulenza. Se c'è un problema, lo si analizza sul tavolo dell'Hangar, si trova la chiave di volta e si applica. . KNTNR è nata per questo: per essere un acceleratore di performance al servizio di chi fa comunicazione ad alto livello. Non vogliamo la prima fila, ci interessa la sala macchine. Perché alla fine, la nostra filosofia è racchiusa tutta nel nostro payoff: Amplify good ideas. Tu metti l’idea buona, noi ci assicuriamo che il mondo la veda. Autore - Christian Nucibella WhatsApp Copia link

  • Explore K.NON Hangar: A Sustainable Hub for Community Building | KNTNR

    Discover KNON Hangar, a sustainable hub designed to costruire community b2b online, blending history and innovation for modern needs. Nelle pieghe del tessuto produttivo, dove il tempo sembrava aver sospeso il suo corso, prende forma l’origine di KNON Hangar. Una vecchia manovia degli anni ’70, testimone silenziosa di operosi ritmi industriali, giaceva in uno stato di progressivo abbandono, conservando però intatta la propria forza espressiva. Una struttura segnata dalla materia, dalle altezze generose e dalle cicatrici del lavoro, sospesa tra memoria e possibilità, in attesa di una nuova visione capace di riconoscerne il valore latente. Prima della rinascita 2022 La sfida intrapresa da KNTNR Srl è stata quella di trasformare l’esistente senza tradirne l’anima, compiendo una scelta primaria di sostenibilità: il recupero del patrimonio edilizio come alternativa consapevole al consumo di nuovo suolo. Attraverso un attento e rispettoso processo di ristrutturazione, l’edificio è stato rigenerato valorizzando la sua identità originaria, trasformando i segni del tempo in elementi distintivi di un linguaggio architettonico autentico. Parallelamente, la struttura è stata traghettata nel futuro grazie a un importante intervento di efficientamento energetico: l’installazione di pannelli solari in copertura e un sistema di illuminazione LED di ultima generazione hanno permesso di coniugare estetica, innovazione e responsabilità ambientale. Il processo di rigenerazione 2022-2025 KNON Hangar prende forma come uno spazio di 500 metri quadrati in puro stile industriale, dove la storia dell’edificio dialoga con la contemporaneità. La volumetria originale è stata esaltata mantenendo come fulcro lo scenografico hangar a doppia altezza, oggi arricchito da un mezzanino che apre nuove prospettive spaziali e funzionali. KNON Hangar si configura come un ecosistema versatile, un hub in cui creatività e business convivono in un ambiente salubre e consapevole. Gli spazi si prestano a servizi fotografici indoor e outdoor e sono pensati per il benessere olistico di team e ospiti: un campo da basket, un giardino curato e un’area relax dialogano con una podcast area tecnologicamente avanzata e salette riunioni riservate, progettate per accogliere meeting direzionali e Cda nel massimo comfort. KNON Hangar non è solo la nuova casa di KNTNR Srl, ma la dimostrazione che ridare vita a uno spazio con coscienza ecologica significa generare un’energia nuova, più pulita, capace di alimentare le idee che lo abiteranno. La nuova identità 2026 WHAT YOU CAN DO also with the support of our staff CONTENT CREATION Shooting & Video Vodcast & Interviews ENTERTAINMENT Desk Coworking Meeting Brainstorming Relax Outwork day Training BUSINESS TIME B2B Convention & Presentation Party Dj Set MUSIC Production Meeting Ispirational RELAX Pilates Yoga Gym Outdoor SOCIAL WALL Carica altro

  • Christian Nucibella

    Chi è Christian Nucibella? Dalla fondazione di FiloBlu alla leadership nel settore digitale. Scopri come l'imprenditore trasforma le sfide tecnologiche in opportunità di business attraverso un approccio umano e strategico. CHRISTIAN NUCIBELLA 1971-2009 Le origini Christian Nucibella è un ingegnere meccanico in ambito Automotive ; ha un trascorso consolidato come consulente in ambito project management, business process reengineering e definizione di modelli di eccellenza del business su cui ha anche realizzato la tesi di laurea. E’ amante dello sport praticato in giovane età a livello agonistico, di motori e innovazione dell’organizzazione aziendale considerata una chiave strategica per la scalabilità. Ha ricoperto diversi ruoli come consigliere del CDA ed azionista di minoranza. La scalata digitale. È stato Fondatore, CEO e socio di maggioranza della FiloBlu S.P.A. sino al 2021, anno in cui con Ardian (socio di allora) ha ceduto la maggioranza a Gradiente SRG, con la volontà di dedicarsi ad altro. E’ rimasto Presidente del CDA dal 2021 sino a settembre 2025, ma senza alcuna carica esecutiva.I n meno di 11 anni sotto la guida di Nucibella (nov. 2009- ago 2021), la società è arrivata alla massima espansione con un fatturato di 76 Mlo e un EBITDA di 5,4 Mlo e Utile d’esercizio di €4.545, con in dote l’acquisizione di Diana Corp al 100% per ulteriori 24 Mlo di fatturato e 1,4 Mlo di Ebitda aggiuntivi. 2009-2021 La società sotto la sua guida ha gestito clienti fidelizzati per molti anni come Lamborghini, Ferretti Group, Technogym, Bolton Group, Clementoni, Elisabetta Franchi, Pinko, Antony Morato, con casi di successo nella top 10 degli ecommerce a maggior crescita in Italia. Grazie alla leadership di Christian, FiloBlu ha vinto numerosi Premi tra cui: >> Financial Times FT 1000 Europe’s Faster Growing Companies per 7 anni; >> 350 Digital Stars 2020 di La Repubblica Affari&Finanza; >> Leader della Crescita” de Il Sole 24 Ore e Statista per 7 anni; >> EMEA Technology Fast 500 per 6 anni; >> Best Managed Companies di Deloitte per 8 anni. >> Great Place to Work Certified (2021). La sua visione full-digital ha “tagliato orizzontalmente” le organizzazioni di molto Brand, generando valore prima inespresso anticipando i concetti di Unified Commerce. A fianco degli imprenditori 2021- OGGI A fine del 2021 Christian ha fondato KNTNR con la moglie Katia Simionato, socia e CEO dell’azienda; veicolo sperimentale con progetti innovativi nella creazione di Community organiche in target e Personal Branding che nel 2024 diventa Family Holding con un ruolo attivo negli investimenti con caratteristiche di scalabilità, innovazione dei modelli di business, branding. Si focalizza nell’advisory anti-errore a fianco e supporto degli imprenditori: inventa ed applica il “Metodo Nucibella” a salvaguardia del DNA delle aziende nel processi di crescita e apertura del capitale sociale. Christian Nucibella è inoltre attualmente impegnato nei seguenti ambiti: Board of Advisor di Agila Capital SRG per investimenti di minoranza con veicoli dedicati a fianco degli imprenditori, su aziende ad alto potenziale di crescita. https://www.agila-capital.com/team Advisor di Ventive Group , considerato attualmente il più interessante hub per le start-up in Italia. https://www.ventivegroup.com/portfolio-startup/ Sostenitore e Advisor del progetto 21 Art lanciato da Alessandro Benetton con Banca Ifis. https://twentyoneart.com/ Investor e Membro del CDA di TwinSet , in Family & Friend della compagine Borletti Group. https://borlettigroup.com/ KEEP IN TOUCH !

  • Ridisegnare i modelli di business nella Fine Art: il caso KNTNR

    Come ridisegnare i modelli di business nella Fine Art? Scopri l'approccio strategico dell'Advisory KNTNR tra lusso, tecnologia e logistica avanzata. GUARDARE DENTRO E OLTRE IL MERCATO PER RIDISEGNARE IL MODELLO DI BUSINESS NELLA FINE ART. Come l'Advisory di KNTNR mette a sistema l'esperienza nel lusso, nell'e-commerce e nelle dinamiche delle Community per tracciare un nuovo standard. Fare innovazione, oggi, raramente significa inventare qualcosa da zero. Molto più spesso, significa avere la capacità di unire i puntini che altri vedono come distanti, guardare dentro e oltre un mercato consolidato da una prospettiva inedita e avere l'audacia di scardinare un modello di business superato. È esattamente questo il ruolo dell'area Advisory in KNTNR. Il nostro compito non è semplicemente implementare tecnologie o digitalizzare processi esistenti, ma analizzare a fondo le inefficienze e le dinamiche delle filiere industriali per progettarne l'evoluzione strategica e strutturale. Quando abbiamo posato lo sguardo sul mondo della Fine Art, abbiamo visto l'opportunità di disegnare un modello alternativo, capace di ottimizzare i flussi tradizionali. La risposta non era creare l'ennesimo e-commerce di massa. La risposta richiedeva la progettazione di un nuovo strumento in grado di mettere in relazione diretta i collezionisti che vendono con quelli che acquistano, riducendo i margini di intermediazione a favore di chi l'arte la possiede e la protegge. In questo contesto, il valore non si limita alla transazione: le opere ad alto valore esigono una perizia scientifica rigorosa e la guida di un advisor professionista a totale tutela del collezionista. Per questo abbiamo messo a sistema competenze verticali e apparentemente slegate, traducendole in un’architettura operativa impeccabile: l'esperienza nei flussi transattivi del mondo del lusso, un'infrastruttura di e-commerce avanzata focalizzata su ticket ad alto valore e logiche di gestione e protezione delle Community per dare valore a un club esclusivo di relazioni e fiducia anche con strumenti digitali . Ridisegnare il business dell'arte In questo contesto, l'errore più comune è ridurre tutto a una questione di prezzo; al contrario, le opere ad alto valore necessitano di essere periziate con rigore scientifico ed esigono la guida di un advisor professionista capace di tutelare il collezionista sotto il profilo storico, legale e finanziario. Ci siamo chiesti: come possiamo cambiare le regole del gioco? La risposta non era creare l'ennesimo e-commerce di massa. La risposta richiedeva la capacità di mettere a sistema competenze verticali e apparentemente slegate, traducendole in un’architettura operativa impeccabile: Portare la nostra esperienza consolidata nei flussi transattivi del mondo del lusso; Disegnare un'infrastruttura di e-commerce avanzata ma focalizzata su ticket ad alto valore; Integrare logiche di gestione e protezione delle Community (un'area guidata da Katia Simionato) per dare valore a un club esclusivo di relazioni e fiducia anche con strumenti digitali. L'obiettivo è ambizioso: e-commerce sì, ma con garanzia logistica assoluta. Compravendita digitale sì, ma con tutela totale dell'anonimato e protezione finanziaria. Da questa visione strategica, guidata dall'Advisory di KNTNR e unita alla profonda competenza curatoriale e storica di 21Art e di Davide Vanin e del suo team, nasce un modello completamente nuovo. Nasce 21App.art. Unire i puntini: l'architettura di un Managed Marketplace d'élite Per scardinare un mercato protetto da asimmetrie informative storiche, l'Advisory di KNTNR non ha progettato un semplice sito web, ma ha ridefinito la struttura dei flussi finanziari e contrattuali. 21App opera come un Managed Marketplace d'élite, dove la tecnologia non si sostituisce all'uomo, ma si fa garante di regole etiche, trasparenti e matematiche. Il primo elemento di rottura è il modello economico. Abbiamo introdotto una fee bilaterale fissa, trasparente e marginale a copertura dei costi, ottimizzando i margini economici delle parti coinvolte e garantendo al contempo i massimi standard di servizio. Questo approccio sposta il baricentro dall'intermediazione commerciale pura al valore dei servizi reali: il collezionista non viene lasciato solo davanti a uno schermo, ma viene affiancato da una perizia scientifica impeccabile e da un advisor professionista che ne tutela l'investimento. Ma per far funzionare questo modello in un settore ad alto budget, era necessario risolvere tre nodi cruciali: la privacy, la sicurezza finanziaria e la certezza fisica del bene. I quattro pilastri operativi dell'ecosistema. L'architettura software di 21App è stata mappata e costruita attorno a quattro moduli verticali interconnessi: Private Ledger (Il Vault Digitale) : Un ambiente riservato e crittografato dove il collezionista può archiviare, organizzare e proteggere i dati e la documentazione del proprio patrimonio artistico, monitorandone il valore nel tempo. Direct Gateway (L'Advisory Transattivo): Il cuore operativo della piattaforma. Non un semplice spazio di compravendita, ma un canale protetto in cui ogni transazione è assistita dai servizi di Advisory di professionisti dedicati. Il modulo integra strumenti legali e informatici avanzati - come i conti di deposito a garanzia (Escrow) e la Disclosure Progressiva per la tutela dell'anonimato - che supportano l'advisor nella gestione riservata e sicura di passaggi di proprietà complessi e ad alto budget. Social Hub (Il Network di Consulenza d'Élite): L'area in cui le dinamiche del network prendono vita. Un club esclusivo in cui collezionisti ed esperti interagiscono, accedono a notizie certificate e partecipano a salotti ed eventi privati, interfacciandosi direttamente con i servizi consulenziali, peritari e di Advisory strategici messi a disposizione dall'ecosistema per garantire una fiducia reciproca e continuativa. Artists' Showrooming (La Vetrina dei Talenti) : Uno spazio espositivo digitale premium dove gli artisti selezionati e le fondazioni possono presentare i propri lavori direttamente alla platea di grandi collezionisti della piattaforma, mantenendo il pieno controllo sulla valorizzazione del proprio brand. La fusione tra digitale e reale: l'Hub di Venezia e il network internazionale L'errore più comune quando si affronta la digitalizzazione del lusso è pensare che lo schermo possa sostituire la materia. L'Advisory di KNTNR ha evitato questo rischio creando un'infrastruttura ibrida, dove ogni transazione digitale è supportata e garantita da una suite di super servizi fisici obbligatori. Nessuna opera venduta su 21App passa direttamente dalle mani del venditore a quelle dell'acquirente. Ogni bene viene intercettato e movimentato verso l'Hub logistico centrale di Venezia, che opera in stretta sinergia con le sedi di 21Art dislocate a Roma, Monaco, Treviso, Padova. In questo network di strutture fisiche d'eccellenza, un team di professionisti ed esperti indipendenti eroga una gamma completa di servizi integrati ad alto valore: dalla catalogazione scientifica dei patrimoni artistici ai condition report avanzati, dalle procedure di autenticazione e perizia documentale, fino alla gestione di trasporti d'arte blindati, assicurati. Solo dopo questo screening peritale totale viene rilasciato il 'semaforo verde' informatico che sblocca i fondi e avvia la consegna finale. La tecnologia, in questo modo, diventa lo strumento al servizio della certezza scientifica. Allo stesso modo, per transazioni di eccezionale rilievo, l'applicazione integra un servizio di Visione dell'Opera in loco, protetto da un deposito finanziario temporaneo a tutela del venditore e a copertura delle spese logistiche. Se l'acquirente conferma l'acquisto dopo la visione, il deposito si integra nel saldo; se rifiuta, il software fraziona automaticamente l'importo per indennizzare il venditore e coprire i costi vivi, proteggendo la piattaforma da speculazioni. Guardare oltre: il lancio del 6 Agosto 2026. 21App.art rappresenta la sintesi perfetta del metodo KNTNR: smontare un modello di business complesso, analizzarne le criticità e ricostruirlo con passione, unendo i puntini della finanza, della logistica, delle community e dell'e-commerce ad alto valore. Non stiamo semplicemente lanciando un'applicazione. Stiamo tracciando un nuovo standard per il futuro della Fine Art. Un futuro in cui l'e-commerce offre garanzie assolute, la compravendita è sicura e anonima, e l'arte torna al centro dell'ecosistema. Il viaggio ha una data d'inizio ufficiale. Il conto alla rovescia punta al 6 Agosto 2026. Autore - Christian Nucibella WhatsApp Copia link

  • 2/2 di Compagni di viaggio: la scelta di Christian Nucibella

    Scegliere i soci e gestire la governance non è solo una questione di quote, ma di fiducia e obiettivi comuni. Christian Nucibella condivide le regole d'oro per gestire il rapporto tra soci: dalla scelta dei compagni di viaggio alla gestione dei fondi, fino alla capacità di uscire al momento giusto. Scopri come proteggere il valore della tua azienda e la tua libertà imprenditoriale con un metodo basato sull'esperienza reale. COMPAGNI DI VIAGGIO LA SCELTA DEI SOCI. Parte 2 Proseguiamo il nostro percorso con nuovi consigli per scegliere i compagni di viaggio ideali, così da portare un reale valore aggiunto alla propria attività grazie alle figure con cui si deciderà di avviarla. QUINTA REGOLA: Soci di cui ti puoi fidare. Per me questa è, in realtà, la regola più importante: deve esserci piena fiducia tra i soci, con massimo #rispetto e #sintonia di intenti per la causa comune, cioè l’azienda. Altrimenti, il mio consiglio è chiudere rapidamente la situazione, anche a costo di rinunciare a qualcosa di importante. Appena ti accorgi che non sei più in sintonia e non puoi dare l’apporto che pensi di poter dare, esci subito, anche se le cose sembrano andare bene: il vento cambia in fretta e basta una sola decisione degli altri soci per mettere in difficoltà il progetto e l’azienda. All’inizio la fiducia non manca, e spesso si lasciano correre tante cose perché si è concentrati sull’obiettivo, sul far funzionare l’azienda e sul riuscire a portare avanti il progetto. Ma quando l’azienda cresce, il fattore fiducia diventa ancora più cruciale : può capitare che qualche socio “sfrutti” l’azienda a proprio #vantaggio, tanto le cose vanno comunque avanti. Spesso, soprattutto in società complesse, ci si dimentica di questa regola fondamentale: i soci restano attaccati al progetto per convenienza o per interessi parziali e non per il bene dell’azienda. Il risultato? Ci si distrae, si perde tempo su attività non core, la #burocrazia prende il sopravvento e, quasi senza accorgersene, tutto diventa più complicato. Il processo decisionale rallenta, l’azienda diventa più lenta e, a poco a poco, si perde energia, se non addirittura la #leadership di mercato. Il successo dell’azienda non è più la priorità; non si tratta più di essere i più bravi, di avere le idee migliori, di stupire ancora una volta. La fiducia, invece, implica rispetto: senza di esso accadono cose sbagliate, spesso inaudite. Compagni di viaggio: la scelta dei soci. Parte 2 SESTA REGOLA: Compagni di viaggio con un inizio e una fine. I soci sono sempre “a tempo”. Quanti di voi, quando aprono una società, pensano che questa potrà finire o che un giorno le strade tra i soci potrebbero separarsi? Credo che tutti siamo concentrati sul presente e sul futuro immediato, pieni di #entusiasmo e idee, con le tasche vuote perché abbiamo investito. Ma la realtà è che la cosa giusta da fare è definire fin dall’inizio cosa si vuole fare tra cinque o dieci anni : se restare, uscire in caso di opportunità o raggiungimento di determinati #obiettivi. Non è semplice riflettere su queste cose: serve averle vissute e avere la maturità di mettere #regole chiare nel caso in cui i soci abbiano obiettivi diversi o che cambino nel tempo, rendendo necessario separarsi. Dopotutto, il rapporto tra soci non è un matrimonio , e anche quelli oggi durano tutta la vita solo in rari casi. Quando si parte con un’impresa, non si sa esattamente cosa accadrà né dove si arriverà . Certo, a scuola o dai consulenti ti diranno di fare un business plan, definire dei numeri e seguirli, ma in realtà si sta affrontando un progetto con mille variabili nuove, spesso non chiarissime sin dall’inizio. In particolare nelle aziende a forte tasso di innovazione, più che seguire un percorso lineare, si percorre una strada piena di curve, bivi e saliscendi. Ci sono però alcune piccole regole che permettono ai soci di ridurre il proprio impegno, di non essere più operativi o di uscire senza creare troppi mal di pancia. Non è facile liquidare un socio, sostituirlo e farlo rapidamente per il bene della società , quindi la #pianificazione è fondamentale: non tanto per la #crescita in sé, quanto per la gestione degli imprevisti. Se a fianco si hanno i soci giusti, tutti questi passaggi “imprevisti” si gestiranno con buon senso e intelligenza, senza grandi strappi. Fidatevi: è naturale cambiare compagni di viaggio nel tempo , proprio per avere la compagine sociale più adeguata alla dimensione e alle esigenze dell’azienda, che mutano nel tempo. SETTIMA REGOLA: Soci con una governance precisa. Bene, alla fine avete deciso le quote. C’è un socio di maggioranza? Siete due soci al 50%? Tre al 33%? Oppure avete una compagine più articolata? È importante capire fin dall’inizio chi decide e se vi sta bene : la vostra indole è più adatta alla #leadership o a essere semplicemente #follower? Attenzione, non sto facendo confusione: un conto sono i soci, un conto gli amministratori. Ma alla fine, gli amministratori “delegati” rispondono sempre al socio di maggioranza ed è difficile che rappresentino correttamente tutta la compagine sociale. È ovvio che gli amministratori hanno deleghe assegnate e che i soci non devono entrare nel merito della #governance: non hanno un ruolo operativo. Tuttavia, vi assicuro che influenzano comunque le scelte della società, per un motivo o per un altro, soprattutto quando le cose non vanno bene. La governance riguarda l’azienda e tutti gli stakeholder, ma riguarda anche il rapporto tra soci , perché le decisioni importanti vengono prese nei consigli di amministrazione e nelle assemblee. Troppo spesso, però, si perde di vista il rapporto tra le persone e i principi fondamentali su cui si basa l’azienda. OTTAVA REGOLA: Sì a veicoli e fondi ma con regole di ingaggio e obiettivi certi. Talvolta, le società per fare il salto di qualità richiedono mezzi che da sole non possono raggiungere , o che impiegherebbero troppo tempo a ottenere. Ad esempio, quando si vuole aprire #mercati esteri, #negozi o #linee di prodotto. In questi casi, può avere senso farsi affiancare da dei veicoli esterni. La prima decisione da prendere è se vogliamo mantenere la governance oppure cederla . Una volta chiarito questo, e definiti gli obiettivi personali e della società per i prossimi due o tre anni, bisogna scegliere il #veicolo più adatto per questo tratto di viaggio. Qui si apre un capitolo enorme, che non voglio trattare in dettaglio, ma posso dare un consiglio fondamentale: prendetevi il vostro tempo. Fatevi affiancare da #imprenditori, #advisor e #professionisti che ci sono già passati, ascoltate più pareri e rifletteteci con calma. Questa è una decisione che vincolerà la vostra vita e il vostro lavoro per i prossimi anni : dovete sentirvi a vostro agio e sereni. E, in ogni caso, create sempre delle vie di uscita per le possibili situazioni future. E sì, si sente che ci ho fatto i capelli bianchi su queste cose. Ho vissuto esperienze #positive e #negative con i miei soci ed è per questo che riesco a essere critico e oggettivo quando mi chiedono una mano a decidere . Un socio, alla fine, può essere il vostro più grande sostegno verso il #successo oppure, sinceramente, la vostra #rovina, e talvolta quella della società che avete creato o in cui avete creduto dando tutto voi stessi, spesso rinunciando a vita privata, tempo con i figli o amici. Credo che non ci sia cosa peggiore per un imprenditore che essere privato della possibilità di #scegliere e di essere libero, costretto invece a spendere tempo ed energie in situazioni critiche create da altri, che a poco a poco vi consumano e vi rattristiscono. NONA REGOLA: Soci con cui condividi gli obiettivi. …non è detto che li trovi... non è una battuta, perchè quasi sempre gli obiettivi personali in relazione all’azienda non sono all’inizio dichiarati e ognuno ha i propri in funzione della propria ambizione e dimensione: cammin facendo gli obiettivi convergono o divergono: nel secondo caso, il consiglio è di prendere ciascuno la propria strada. Autore - Christian Nucibella WhatsApp Copia link

  • Metodo Nucibella: Scopri il Talento per la Crescita Sostenibile Aziendale

    Scopri come il metodo Nucibella combina sport e business per una crescita sostenibile aziendale. Approfondisci ora per il tuo successo! SCOPRIRE I TALENTI L’organizzazione per me è sempre stata sinonimo di differenziale competitivo: è un sistema vivo che evolve, si modifica e va alimentato dall’esempio e dalla creazione di talenti e relativa delega; la gestione dei talenti , ha per me sempre avuto molto a che fare con i principi organizzativi delle aziende della Silicon Valley e soprattutto dello sport di squadra anche se personalmente ho sempre praticato quelli individuali. Negli sport di squadra c’è uno spogliatoio, ci sono dei ruoli e dei compiti assegnati, ci sono leader e gregari, dei momenti in cui si è in forma e dei momenti che si deve far spazio ad altri, momenti in cui si deve sostenere e mettersi al servizio degli altri; ci sono delle regole e dei principi e si vince o si perde e ci si rialza tutti insieme (almeno così dovrebbe essere per me). E’ vero, ho quasi sempre praticato sport individuali, dove poter essere direttamente responsabile dei risultati, così da confrontarmi con me stesso tutti i giorni per migliorarmi, consapevole che il risultato sportivo era la somma di tanti dettagli, dall’alimentazione alle ore di sonno, alla capacità di concentrazione, alla costanza in allenamento, alla cura della tecnica, fino alla capacità di comprendere i punti di forza e debolezza propri e degli avversari: la natura non mi ha dato un grande fisico a livello di fiato e forza per cui, cercavo di supplire a queste mancanze con altri aspetti e questo continuo esercizio, forse è stata un’utile palestra per il business e le trattative one to one. Ma se vuoi costruire un’azienda rilevante, è senz’altro più importante avere un ottimo team più che un singolo fuoriclasse, ed ecco perché è così importante scegliere le persone giuste e metterle in condizioni di esprimersi; ecco perché amo così tanto studiare le dinamiche degli sport di squadra e delle organizzazioni innovative. Nel mio concetto di #squadra , un ruolo specifico assume caratteristiche diverse in funzione della persona che lo interpreta, per cui, il #team stesso si dovrà creare e modificare in funzione di chi interpreta i vari ruoli; provo a tradurre: i project manager non sono tutti uguali, così come i marketing manager, o i retail manager e così via; ognuno ha delle caratteristiche soft e hard per così dire diverse, una seniority e un proprio stile di comunicazione, per cui ogni team è il risultato di un’alchimia unica che dipende anche dal momento e dal progetto che si deve affrontare, piuttosto che dal cliente e per così dire dagli obiettivi e da tutti gli stakeholder interessati al successo o anche all’insuccesso del progetto (i detrattori non vanno mai dimenticati). Organizzazione e sport Talento e squadra Il concetto di squadra è un argomento complesso che ho voluto solo accennare per definire il contesto e così potermi focalizzare su un aspetto specifico: come si identifica un talento e come lo si fa esprimere al meglio? Per chi sa di calcio (sport di per sé stupendo talvolta rovinato dagli interessi di business che ci sono sopra) sarà facile intuire che lo stesso attaccante rende in modo diverso in funzione della squadra, della fiducia del mister, dei compagni al suo fianco, dal tipo di allenamento, della carica emotiva e della tranquillità personale del momento. Insomma l’attaccante (il talento) va compreso e messo in condizioni di rendere al meglio… ci sono allenatori maestri nel far sbocciare i ragazzi, che guarda caso, talvolta, pare che non facciano granché ma poi, sono i più vincenti, lavorando più sulla psicologia e sull’alchimia tra giocatori, più sui principi che sull’imposizione dei moduli e degli schemi. Ma come si identifica un talento? Ci sono diversi fattori che metto a fattor comune, alcuni dei quali credo siano anche del tutto personali o comunque non scientifici ed è dal mix di questi fattori, talvolta con pesi diversi, che trovo un talento, perché i talenti sono tutti diversi tra loro, come lo sono le persone e come dice José Mourinho, “è stupido trattare i calciatori tutti allo stesso modo, non sono tutti uguali”… Per chi è #junior o si è appena laureato… guardo se ha fatto altro nella vita oltre che studiare, in particolare se ha fatto sport con continuità o se ha altre passioni, se ama dei generi musicali, se ha fatto esperienze all’estero, se conosce bene almeno l’inglese e se ha gestito qualche progetto complesso o si è trovato in situazioni critiche e come ne è uscito. Non è così importante se è stato bravo a scuola, guardo se trasmette positività, se è curioso e disponibile, sveglio e puntuale, se ha personalità o comunque un suo stile (devo dire che questo ultimo aspetto è divenuto rilevante con il passare del tempo, anche se non è mai stato veramente determinante e in ogni caso dipende dal ruolo che la persona dovrà svolgere: un nerd con la t-shirt di Star Wars o del Commodore 64 dice molto di sé, come del resto lo stile di un designer: minimal e coordinato è ok, se è sopra le righe o ha la camicia a quadri da taglialegna…capiamo se ha altre qualità…). Talenti esperti Nel caso stia cercando una figura con esperienza i criteri cambiano . In primo luogo guardo se la persona ha lavorato in settori diversi tra loro e se almeno è rimasto per un periodo di almeno 3 anni in un’azienda e se ha già gestito team; se il CV è sintetico e poco autoreferenziale, se ha delle #passioni extra lavorative e cerco di capire se ha una vita sentimentale stabile : credo infatti che per essere costanti in ambito lavorativo, serve essere sereni a casa; ecco che il profilo Linkedin e Instagram diventano i biglietti da visita con cui il candidato si presenta sia sul lato privato che professionale (anche non avere un profilo può essere una scelta consapevole e giusta). Se il candidato ha fatto uno sport agonistico guadagna 100 punti, come se ha già realizzato dei progetti complessi. Preferisco chi abbia lavorato per aziende di dimensioni molto diverse tra di loro e magari in contatto con la direzione o la proprietà più che provenienti da grandi multinazionali ( le multinazionali sono ok nel CV ma non sufficienti). Mi piace poi scorgere profili con provenienze etniche e culturali diverse , meglio se amanti della musica e dell’arte in generale. Insomma la selezione è un mix di aspetti che mi dice se il talento va bene per la mia organizzazione….e come dicevo, non sempre il mix delle caratteristiche ha gli stessi criteri e pesi, perché dipende poi dal team dove andrà a lavorare e dalle esigenze di quel momento a livello di clienti e azienda: banalmente, se devo prendere un account e deve gestire un team a Venezia, quel candidato avrà un profilo; se invece deve aprire un ufficio a Milano e costruire ad esempio un nuovo team, avrà altre caratteristiche, più orientate all’autonomia, problem solving e così via. Sembra ci sia un po’ di incoerenza o comunque della #complessità in ciò che dico; sì la ricerca non è un'attività semplice: sono focalizzato a cercare la persona giusta per l’esatto contesto in cui deve lavorare. D’altra parte, è accaduto anche di assumere talenti di cui non avevo la giusta collocazione in quel momento (ma non potevo farmeli scappare perché prospetticamente erano giusti…) e gli ho chiesto di fare un percorso in ruoli diversi per creargli il giusto spazio nel giro di sei, dodici mesi. Alla fine il colloquio fa la differenza ed è importante sentire le sensazioni che la persona sa trasmettere, se è sincero e se ci tiene al posto proposto; consiglio di essere possibilmente in due nel valutare la persona per essere il più possibile oggettivi. È importante che il candidato sappia fare il mestiere, ma non è un aspetto determinante, è infatti ancora più importante che abbia passione e il giusto atteggiamento perchè i mestieri si imparano e direi in fretta. Tenete conto poi, che il contesto di un’azienda innovativa aiutava molto: nel corso del tempo tante professioni le abbiamo inventate (perché almeno in Italia non esistevano), dal digital retailer, al sales assistant al personal shopper, al digital merchandiser fino al digital risk manager e al marketplace manager; tante professioni esistevano solo offline dove si utilizzano metodi e strumenti più tradizionali. Colloquio e attitudine Altre professionalità già esistevano ma le abbiamo direi reinventate : perché il nostro modo di fare, doveva essere unico, così come l’insieme delle professioni offerte, per essere in grado di avere una value proposition distintiva , diversa dagli altri player. Ma su questo punto ci ritornerò perché rappresentava una variabile competitiva importante per vincere le gare contro le agenzie verticali senza essere i più bravi in ogni singola disciplina; offrire un punto di vista diverso era talvolta vincente ed inoltre, il “tutto”, ritengo, abbia più valore della somma delle singole parti. Ma qual è alla fine l'elemento chiave di un candidato? Esiste un ingrediente segreto? Forse no, ma di sicuro in ogni candidato ricercavo un aspetto con particolare attenzione…una caratteristica, non così chiara, che possiamo sintetizzare con l’attitudine allo stress. La sfida era questa: cercare nel candidato la mancanza di paura nell’affrontare le novità, la voglia di mettersi in discussione e provare e spingersi oltre le proprie capacità e limiti, con l’attitudine del campione. Oggi qualcuno forse la chiama resilienza ma non è proprio la stessa cosa: più che la capacità di assorbire situazioni difficili e ripartire, è per me determinante la capacità di “prendere legnate” e continuare a perseverare nella direzione obiettivo condivisa… andare oltre gli ostacoli singoli … insomma essere tosti, perché i progetti, sia di lavoro che di crescita personale, richiedono il giusto grado di impegno e attenzione ai dettagli per un periodo medio lungo. Autore - Christian Nucibella WhatsApp Copia link

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