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  • Privacy Policy KNTNR S.r.l.

    Scopri come KNTNR S.r.l. tratta e protegge i tuoi dati personali nel rispetto del GDPR. Informativa completa su privacy, diritti e sicurezza. PRIVACY POLICY Ultimo aggiornamento: 09.04.2026 La presente informativa è resa ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e descrive le modalità di trattamento dei dati personali degli utenti che consultano il sito web www.kntnr.com . Titolare del trattamento Il Titolare del trattamento è KNTNR S.r.l., con sede legale in Via Lorenzo Perosi 3/5, 30030 Pianiga (VE), Italia, P. IVA / C.F. 05389380287, PEC kntnr@legalmail.it , E-mail [inserire email]. Tipologie di dati raccolti Durante la navigazione o l’utilizzo del sito possono essere raccolti i seguenti dati. Dati di navigazione: indirizzo IP, tipo di browser e dispositivo, sistema operativo, pagine visitate e tempo di permanenza. Questi dati vengono raccolti automaticamente per garantire il corretto funzionamento del sito. Dati forniti volontariamente dall’utente: nome e cognome, indirizzo email, numero di telefono, eventuali informazioni inserite nei form di contatto. Finalità del trattamento I dati personali sono trattati per rispondere a richieste di contatto o informazioni, fornire servizi richiesti dall’utente, migliorare il funzionamento del sito, adempiere a obblighi legali e tutelare i diritti del Titolare. Previo consenso, i dati possono essere utilizzati anche per attività di marketing, come newsletter e comunicazioni promozionali. Base giuridica del trattamento Il trattamento dei dati si basa sul consenso dell’interessato, sull’esecuzione di misure precontrattuali o contrattuali, su obblighi legali e sul legittimo interesse del Titolare per sicurezza e miglioramento dei servizi. Modalità di trattamento Il trattamento dei dati avviene mediante strumenti informatici e/o telematici, con logiche strettamente correlate alle finalità indicate e nel rispetto dei principi di liceità, correttezza, trasparenza e minimizzazione. Sono adottate adeguate misure di sicurezza per proteggere i dati. Conservazione dei dati I dati vengono conservati per il tempo necessario a rispondere alle richieste dell’utente, adempiere agli obblighi di legge e per finalità di marketing fino a revoca del consenso. Comunicazione e diffusione dei dati I dati potranno essere comunicati a fornitori tecnici come hosting, piattaforme web e CRM, a consulenti legali, fiscali e IT, e ad autorità competenti se richiesto dalla legge. I dati non saranno diffusi pubblicamente. Trasferimento dei dati extra UE Qualora alcuni servizi utilizzati comportino il trasferimento dei dati al di fuori dello Spazio Economico Europeo, ciò avverrà nel rispetto del GDPR tramite decisioni di adeguatezza della Commissione Europea o clausole contrattuali standard. Diritti dell’interessato L’utente può esercitare in qualsiasi momento i diritti di accesso ai dati, rettifica, cancellazione, limitazione del trattamento, opposizione e portabilità dei dati scrivendo a [inserire email]. Revoca del consenso Il consenso può essere revocato in qualsiasi momento senza pregiudicare la liceità del trattamento basato sul consenso prima della revoca. Cookie Il sito utilizza cookie tecnici e, previo consenso, cookie di profilazione e analisi. Per maggiori informazioni consultare la Cookie Policy. Modifiche alla presente informativa La presente Privacy Policy può essere aggiornata in qualsiasi momento e le modifiche saranno pubblicate su questa pagina.

  • Wolf, Risolvo Problemi: Perché le agenzie scelgono KNTNR.

    Il segreto dietro le quinte delle agenzie creative. KNTNR azzera la burocrazia per concentrarsi sull'amplificazione organica e sui risultati dell'algoritmo. WOLF, RISOLVO PROBLEMI : perchè le agenzie creative scelgono il dietro le quinte di KNTNR. C’è una verità non detta nel mondo della comunicazione contemporanea: puoi avere l’idea più geniale del mondo o il talent più seguito del momento, ma se l'algoritmo decide di girarsi dall'altra parte, quella campagna è invisibile. E quando i numeri non decollano, il panico tra i tavoli delle agenzie e delle direzioni marketing è reale. È esattamente in quel momento che squilla il telefono dell’Hangar K.NON. In KNTNR abbiamo fatto una scelta di campo molto precisa: abbiamo rinunciato volutamente alla gestione ordinaria del cliente — che richiede strutture pesanti, account dedicati e burocrazia — per concentrarci su un’unica cosa: l’amplificazione pura dei risultati attraverso i nostri asset e le nostre Community. Noi non competiamo con le agenzie creative o con chi gestisce i talent. Noi siamo il loro alleato più prezioso. La ciambella di salvataggio quando i numeri stanno per affogare Il mercato della pubblicità oggi è saturo di slide e promesse, ma scarso di insight concreti . Quando una campagna stagna, non serve un altro brainstorming: serve qualcuno che conosca alla perfezione le regole non scritte di Mr. Meta, le dinamiche di Instagram, i filtri di Facebook e le metriche di LinkedIn. Noi operiamo come un SOS strategico. Le agenzie partner mettono la creatività, la strategia di posizionamento e i volti; noi mettiamo l'architettura organica quotidiana per spingere quel messaggio, far reagire gli algoritmi e portare risultati misurabili che salvano i budget e rendono i brand super soddisfatti. È un lavoro silenzioso, chirurgico, che facciamo dal nostro "secret container", dove passiamo le giornate a studiare i comportamenti delle piattaforme social e a testare soluzioni. Battere l’algoritmo. Risolvere problemi. Insight reali per brand globali Lavorare dietro le quinte attraverso agenzie partner ci ha permesso, in questi cinque anni, di dare una spinta decisiva alle campagne di brand iconici nei settori più disparati: dall'automotive al beverage, dall'energy all'entertainment, fino al luxury e ai trasporti nazionali. Realtà che muovono milioni di utenti e che non possono permettersi di sprecare investimenti in advertising senza una base organica solida. La nostra unicità sta nella capacità di fornire alle agenzie i giusti insight prima e durante la campagna : Misurazione della sostanza: sappiamo distinguere le metriche di vanità dai risultati concreti di business Stimolazione organica costante: le nostre community proprietarie non sono contenitori vuoti, ma ecosistemi vivi che parlano quotidianamente agli algoritmi. Problem solving algoritmico: se una reach crolla, sappiamo dove toccare per riaccendere il motore. Easy way: concretezza senza filtri Ci piace lavorare in modo semplice, diretto, senza i formalismi tipici delle grandi società di consulenza. Se c'è un problema, lo si analizza sul tavolo dell'Hangar, si trova la chiave di volta e si applica. . KNTNR è nata per questo: per essere un acceleratore di performance al servizio di chi fa comunicazione ad alto livello. Non vogliamo la prima fila, ci interessa la sala macchine. Perché alla fine, la nostra filosofia è racchiusa tutta nel nostro payoff: Amplify good ideas. Tu metti l’idea buona, noi ci assicuriamo che il mondo la veda. Autore - Christian Nucibella WhatsApp Copia link

  • Realizzare qualcosa potendo scegliere di Christian Nucibella

    Proteggi la tua azienda con l'Advisory Anti-Errore di KNTNR. Grazie al Metodo Nucibella e alle nostre Community con follower organici in target, blindiamo la tua governance e amplifichiamo la tua leadership su Instagram e LinkedIn. Entra nel Secret Container REALIZZARE QUALCOSA POTENDO SCEGLIERE Quando ero giovane mi lambiccavo il cervello a cercare di realizzare un progetto che fosse mio , a cercare di dimostrare al mondo che fossi in grado di realizzare qualcosa, un'impresa da zero . Per far questo, al tempo come #manager , continuava a migliorarmi, a studiare, a cercare cosa potessi fare senza avere molte disponibilità economiche, ignorando i meccanismi della raccolta fondi e, tutto sommato senza avere grandi relazioni e neppure idee veramente innovative di prodotto. Ma una cosa mi era abbastanza chiara: volevo creare qualcosa di qualità, dove l’organizzazione fosse un elemento strategico della mia impresa. Questo tipo di ragionamento, unito alla volontà di rimanere in Italia, mi portò a pensare che in qualche maniera, #internet potesse essere la chiave di volta: non avrei dovuto acquistare grandi macchinari, avrei potuto svolgere il lavoro anche da casa, senza una grandissima struttura e soprattutto sarei potuto arrivare in tutto il mondo per vendere qualsiasi prodotto o servizio. Alla fine, la base del ragionamento era semplice: trovare un’idea di business che aprisse più porte possibili, che non mi precludesse alcuna possibilità. La componente divertente era la possibilità di esprimere la mia creatività, un aspetto che nel lavoro di tutti i giorni era tutto sommato marginale. La scelta, la leadership e la responsabilità La ricerca di un progetto personale Mentre studiavo la mentalità della Silicon Valley , come era nato Google e la #leadership di Steve Jobs, l’annuncio dell’Iphone mi diede il là per vedere qualcosa che forse gli altri non avevano ancora visto con chiarezza… almeno qui in Italia: stava nascendo un nuovo canale di vendita e comunicazione, tascabile, accessibile, sempre con te. Da lì e dalla mia mansarda con una parete piena di post-it e appunti, nacque l'idea di creare un'agenzia, Bluum che poi si chiamerà in realtà FiloBlu (la genesi del nome è una lunga storia con il solito nerd di mezzo…), per creare e gestire cataloghi digitali, mettendoci delle intelligenze: cataloghi online con database di informazioni dietro ben organizzato; da qui poi, applicando tutto ciò che avevo imparato in ambito automotive, iniziai a sviluppare questa agenzia super organizzata in grado di erogare un servizio di qualità che iniziò a crescere sopra ogni più rosea aspettativa con Marco, il mio primo socio, che tornava dagli USA . A distanza di anni devo dire che raramente mi metto a ripensare a questi aspetti di genesi dell’impresa , di aver creato qualcosa in realtà senza inventare niente di nuovo, semplicemente vedendo il mondo a modo mio, in un modo originale, o quanto meno diverso dagli altri. Avevo una grandissima voglia di emergere, una grande determinazione, ma tutto sommato non ero in grado di pensare un reale prodotto; più che altro, ero in grado di mettermi al servizio degli altri per far vedere nuove possibilità inesplorate, come stavo già facendo come manager e amministratore nelle aziende dove operavo, a fianco dell’imprenditore. Il valore della scelta e dell’esperienza Oggi invece, a distanza di tanti anni, tutti mi chiedono come ho fatto, molti mi presentano le loro idee imprenditoriali per una valutazione e un supporto e devo dire che questo è fantastico. Loro hanno il problema inverso: hanno le idee ma non sanno come farle crescere, io invece non ho le idee originali o talvolta la volontà di farle nascere da zero, ma so come farle crescere. E così, in realtà, non mi rendo conto talvolta della grande fortuna che ho: di poter scegliere i progetti , di poter scegliere con chi lavorare, di poter scegliere dove investire; talvolta, in passato l’ho fatto troppo a cuore leggero, pensando che gli altri fossero professionali, metodici e determinati come lo sono io, e ho commesso degli errori che ora tendenzialmente non commetto più. La scelta del compagno di viaggio è fondamentale (altro pensiero da approfondire). Vorrei sottolineare un punto di riflessione che ritengo importante: ogni tanto è bene apprezzare la fortuna di poter #scegliere e riconoscere quanta strada sia necessaria per arrivare a questa possibilità.. I tempi sono cambiati e oggi è più facile trovare le risposte per far nascere un’idea e gestirla, ma paradossalmente c’è il forte rischio di sottovalutare la #complessità dei progetti perché il mercato è oggi più complesso: rimane il fatto che poi, alla fine, per realizzare un'idea, serve un metodo, saper costruire un team, serve avere una grande costanza, la voglia di arrivare anche facendo degli errori, avere la volontà di mettersi a capofitto nell’elaborare quell'idea, insomma una certa preparazione e #leadership . La conquista della libertà e dei sogni Alla fine questo è il mio pensiero: poter scegliere è una conquista che ha richiesto fatica e dedizione e sono, fortunatamente, sempre meno i vincoli che mi obbligano a dover fare delle attività che non sono più al centro della mia attenzione: da una parte riesco a delegare, dall’altra cerco di evitarle. Sono poi felice di poter essere a disposizione degli altri per far crescere un’idea se vi è ascolto e comunione di intenti: d'altra parte, faccio ormai grande attenzione a non buttare il mio tempo con chi non vuole lavorare in team, è autoreferenziale o presume di avere tutte le risposte a priori per una serie di motivazioni, talvolta senza una logica concreta….ma anche questo, come detto è un altro capitolo che andrò a trattare a breve: oggi ho parlato di saper realizzare qualcosa e della possibilità di poter scegliere; magari in un’altra occasione parleremo invece dell’importanza di saper ascoltare , di avere la preparazione e il giusto atteggiamento per realizzare i propri sogni. Autore - Christian Nucibella WhatsApp Copia link

  • Storie di Successo e Aziende Partner | KNTNR

    Affianchiamo imprenditori e startup attraverso un modello unico di Advisory Strategica ed Equity. Scopri il metodo KNTNR per scalare il tuo business. HANNO SCELTO LE NOSTRE COMMUNITY Ci sono i Brand, le Campagne di comunicazione e i Creators. E poi ci siamo Noi, con intere Community che spingono, creando interesse dove neppure l'ADV può arrivare. Se sei un'agenzia, scrivici per provare il servizio. Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Ingaggio delle Community in Targer Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Crescita grazie alle Community in Target di proprietà Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Crescita grazie alle Community in Target di proprietà Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Crescita grazie alle Community in Target di proprietà Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Advisory, Crescita della Community e aumento dell'Engagement Rate Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Ingaggio delle Community in Targer Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Advisory, Positioning, Personal Branding, Communication, Club Crescita grazie alle Community in Target di proprietà, Ingaggio Followers Aumento Engagement Rate Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Advisory, Crescita della Community e aumento dell'Engagement Rate Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Ingaggio delle Community in Target di proprietà Aumento Engagement Rate su Contenuti di Campagna Testiamo le soluzioni sulle nostre pagine prima di renderle disponibili Testiamo le soluzioni sulle nostre pagine prima di renderle disponibili

  • Scopri strategie per la crescita aziendale etica di Christian Nucibella

    Come trasformare il potenziale individuale in un driver di crescita per l'impresa. Christian Nucibella analizza la gestione dei talenti come asset strategico per il business. COME FAR ESPRIMERE AL MEGLIO UN TALENTO? Come si costruisce un campione? Personalmente non ho mai cercato campioni fatti e finiti, anche perché quelli costano troppo e non potevo permettermeli o talvolta erano troppo consapevoli e un po’ arroganti, per così dire; ecco la ricerca verso un talento ad alto potenziale , qualcuno che avesse provato a fare delle cose nella vita, avesse sbagliato e in qualche modo con fame di riscatto e di una seconda possibilità … quello era il candidato ideale…. Banalmente, per fare un esempio, Francesco il mio primo commerciale: un ragazzo proveniente da una famiglia normalissima, che non si era laureato per lavorare e aiutare la famiglia, amante del basket, sorridente, che aveva provato a fare un progetto imprenditoriale e non ci era riuscito a pieno…che non sapeva molto di digitale ma voleva un progetto ambizioso come rappresentare FiloBlu su Milano, un ragazzo che per ogni problema vedere una opportunità e cercava una soluzione. Un gran testone se vogliamo ma che continuava a provarci con il cliente fino a che qualcosa non portava a casa. Francesco ha lavorato con me per 10 anni e insieme ne abbiamo viste di ogni. I primi sei mesi di inserimento erano fondamentali nel mio percorso; cercavo di trascorrere più tempo possibile insieme, con #stand-upmeeting giornalieri (anche alle 8 di mattina per metterlo alla prova) e attività svolte insieme, affiancandolo: pretendevo che fosse perfetto in ogni singola attività del processo di acquisizione cliente , certo, con il suo stile personale, ma con i miei standard, perché doveva rappresentare l’azienda in mia assenza.Rompevo le scatole a Francesco sulla postura, se l’auto o il Mac erano sporchi, se non aveva portato il proiettore, se era in leggero ritardo, se non mi piaceva la sua giacca, se in trattativa non aveva posto le giuste domande o non aveva ascoltato il cliente, se si muoveva troppo sulla sedia avanti e indietro e faceva capire ciò che pensava, se c’era un refuso sull’offerta e così, dando continui #feedback (in privato) su quello che volevo e perché lo volevo (il feedback altro tema per me fondamentale su cui tornerò presto a cui si da poco peso). Ricerca del talento ad alto potenziale Affiancamento e responsabilizzazione Si instaurava quasi sempre tra me e i talenti, un rapporto molto stretto , che con il crescere dell'azienda dovetti rimodulare, perché non potevano più avere un filo diretto continuo, ma dovevano diventare #responsabili e prendersi in carico il “pezzettino del sogno” e #faresquadra tra di loro e portarmi delle #soluzioni fatte e finite; il principio era semplice: se trovavo io la soluzione si sarebbe andati più veloci ma non avrebbero preso la responsabilità e il mio telefono avrebbe suonato in continuazione e il modus operandi non sarebbe stato #scalabile, sarei diventato un blocco (cosa che accade in molte aziende purtroppo per mania del controllo). A distanza di tempo, devo dire che la #soddisfazione più grande è che i ragazzi che ho seguito personalmente all’inizio e a cui ho rotto di più le scatole, sono risultati quelli più fedeli e longevi in azienda e sono stati in grado loro stessi di crearsi il proprio team; il tutto tra scontri anche aspri, nuove sfide, successi e momenti di incertezza e problemi superati alla grande insieme . La loro crescita, non credo sinceramente alla fine sia merito mio: credo di averli messi solo in condizione di esprimersi ; gran parte del merito è loro che non hanno mollato, hanno saputo trovare la loro strada, le motivazioni giornaliere, prendere la delega e portare avanti l’esempio . E poi c’era la prova del 9… finivo il colloquio del nuovo assunto dicendo: “benvenuto a bordo, impara in fretta perché da domani hai 6 mesi di tempo per trovare il tuo vice e sostituto, perché tra 6 mesi mi servi su altri tavoli; trovalo più bravo di te se non vuoi avere problemi”… di solito la risposta era: “ma come? devo ancora iniziare…”. Magari non accadeva in 6 mesi ma sicuramente entro un anno quel ragazzo avrebbe fatto un altro mestiere, o nella stessa specialità ma a un livello più alto, oppure in un nuovo ruolo: ad esempio dal customer care si passava al ruolo di sales Assistant, per poi diventare store manager, retail manager e business analyst. Oppure da customer care a back office commerciale per poi essere autonoma nella stesura dei progetti e nella gestione del cliente, diventare account manager e sales manager: ecco l’ascesa di Samantha con il suo percorso di 10 anni in azienda. Crash test e battesimo del fuoco Quante storie ci sono come queste, come del resto quelle di tanti ragazzi che hanno deciso di fondare vere e proprie aziende o sono diventati super consulenti. Abbiamo creato una fucina di talenti? Questo non lo so ma credo che semplicemente in Italia si creda poco nei giovani e talvolta anche nelle donne in determinati ruoli. Vai ad esempio in Cina e vedi ragazzi di 23 anni che gestiscono team complessi e progetti milionari. E in Italia? Nel lavoro ma anche nello sport per miopia si continua a puntare su cavalli stanchi e con poca fame , per paura di osare, per la mancanza di cultura dell’errore, si va sul sicuro con scelte non criticabili ai più. Ma torniamo a noi. Il percorso di crescita non era per tutti… perché in mezzo c’erano i cosiddetti “crash test”… durante il periodo di prova e devo dire con una certa ciclicità in azienda, era mio compito far “scoppiare” i talenti… non in senso positivo del farli fiorire, portarti al punto di rottura per capire quale fosse il loro #limite e fino a che punto potessi fidarti di loro… ricordo che in un viaggio in Cina andai con Francesco, un altro Francesco, business analyst da noi… Erano giornate infinite tra Hong Kong, Shanghai, Pechino fino a città nel cuore della Cina a incontrare i più famosi marketplace: rimasi talmente impressionato dalle loro dimensioni che mi chiesi se avesse ancora senso provare a fare qualcosa in Europa. Ricordo che correvamo come matti e Francesco era delegato a preparare viaggi e incontri… aveva preparato una serie di foglietti per gli indirizzi in cinese… in attenta successione. Io mi muovevo velocemente e lo feci impazzire ma lui non molló mai, sempre sorridente, mentre sudava come un matto per accontentarmi… fu il suo battesimo del fuoco e lo superó a pieni voti… a pieni voti perché scoprii delle doti commerciali inaspettate : per fisicità e modi (lui un po’ corpulento e chiaro di carnagione e solare) in presentazione ispirava fiducia ed era più efficace di me (che apparivo magro, scuro di carnagione e capelli e poco sorridente)… la cultura cinese funzionava così, che ridere! Autonomia e passione Per me era fondamentale portare i ragazzi al limite perché così sapevo se e fino a quando potevo fidarm i per #delegare e non avere più grandi preoccupazioni. A volte scoppiavano, si incazzavano ma poi ripartivano più forti, qualche volta mollavano e improvvisamente se ne andavano quasi per un effetto osmosi… perché il team stesso li rigettava… perché non ritenuti all’altezza delle nostre sfide. “Christian questo ragazzo non merita di stare qui, non merita di stare nella nostra squadra perché non si impegna come noi, non fa team… non è umile e non si mette a disposizione” oppure, “Christian, ma chi pensa di essere questa? Avrà gestito un gran progetto ma non si sporca le mani e non vuole imparare il nostro metodo di lavoro, così non ci aiuta seppur ha una buona esperienza” oppure ancora “è troppo lento, non è possibile, caschi il mondo tutte le sere stacca alle 17,30 e non studia per conto suo”. Questo era in realtà un buon segnale, il team era diventato consapevole e autonomo , sapeva cosa voleva e poteva così #cercare, trovare, crescere. A volte addirittura mi preoccupavo perché non li sentivo più per settimane, tanta era la voglia di gestire da soli anche “casini” importanti per dimostrare che c’erano. Oppure arrivavano per chiedere nuove sfide e con #opportunità che volevano affrontare, nuove tecnologie, metodi di lavoro: “Christian siamo un po’ scarichi, servono nuovi progetti!” oppure “Vogliamo creare una interfaccia headless tutta nostra, sarebbe utile al team degli store manager e al marketing, non c’è sul mercato, vorremmo provarci”, oppure ancora “Stiamo lavorando con Google per creare la prima architettura in Italia completamente cloud in grado di gestire più store indipendenti: sarà un casino hahah, ma crediamo porterà a risolvere i problemi di performance durante periodi critici come il black friday e così a un aumento di conversion”. Era tutta energia e si innestava un passa parola naturale tra ragazzi che così volevano entrare nel nostro team: che soddisfazione essere un polo di attrazione! Autore - Christian Nucibella WhatsApp Copia link

  • PENSIERI - Strategia e Visione di Christian Nucibella

    Analisi e strategie di Christian Nucibella su Digital Transformation, Omnichannel e Business Engineering. Visioni pragmatiche di un leader del digitale per affrontare le sfide dell'impresa moderna e scalare modelli di business complessi. PENSIERI "In questa sezione trovate pensieri e riflessioni maturati nel corso degli anni come imprenditore e leader. Riflessioni, aneddoti, con un taglio narrativo immediato che bada più ai concetti che alla forma. Spero possano essere utili a tutti coloro che stanno vivendo situazioni simili." Christian Nucibella L’HANGAR K.NON: DOVE IL FUTURO DEL BUSINESS TROVA UN HABITAT SOSTENIBILE. Scopri perché abbiamo scelto l'indipendenza energetica e la contaminazione culturale per progettare il futuro del business. Esplora il progetto K.NON GUARDARE DENTRO E OLTRE IL MERCATO PER RIDISEGNARE IL BUSINESS NELLA FINE ART. Dalla sinergia tra KNTNR Advisory, 21Art e Davide Vanin nasce 21App.art, un nuovo strumento che connette direttamente i collezionisti tutelando i margini di chi vende. L'ecosistema d'élite offre una suite di servizi integrati che spaziano dalle perizie all'autenticazione, fino alla logistica blindata. WOLF, RISOLVO PROBLEMI: PERCHÉ LE AGENZIE CREATIVE SCELGONO IL DIETRO LE QUINTE DI KNTNR. Quando una campagna si blocca a causa dell'algoritmo, KNTNR interviene come un SOS strategico dietro le quinte. Zero burocrazia, solo l'architettura organica quotidiana per riaccendere i motori e far decollare le performance delle agenzie creative. KNTNR: LA SCELTA DI UN MODELLO "FUORI MISURA". Christian Nucibella presenta il modello "fuori misura" di KNTNR: un'alternativa agile alle agenzie tradizionali che unisce vicinanza radicale, forza delle community e l'habitat ispirazionale del K.NON Hangar. Uno strumento per abbattere la burocrazia finanziaria e tornare a guidare. OLTRE IL TRAGUARDO: I PRIMI 5 ANNI DI KNTNR E LA NUOVA ALCHIMIA DELLA SCALABILITÀ. Dall’exit di una grande SpA alla creazione di un Hub di sperimentazione puro: i primi 5 anni di KNTNR raccontano il passaggio dalla gestione operativa alla visione libera. Un viaggio tra ingegneria strategica, alchimia di coppia e la volontà di costruire solo progetti fuori scala. Perché oltre ogni traguardo, esiste sempre un nuovo Giorno Zero. L'ALCHIMISTA D'IMPRESA: LA MIA FORMULA MAGICA, ORA A TUA DISPOSIZIONE Quando i manuali non bastano, serve l'Alchimista per tracciare la rotta. Dopo vent'anni passati a scalare ecosistemi da 0 a 100 milioni, distillo la mia esperienza per far correre le eccellenze italiane. Scopri la formula che trasforma un'impresa in un'orchestra perfetta. IL CICLO DELL'EGO: CRONACA DI UNA METAMORFOSI (mancata) Dall'umiltà della crisi alla trappola della bonaccia: scopri come il tuo ego sabota la delega proprio quando tutto sembra facile. Un'analisi cruda sul perché il tuo bisogno di controllo è il vero tappo della tua azienda e come distruggere il mito della tua indispensabilità per iniziare a guidare davvero. QUANDO IL TUO SUPERPOTERE DIVENTA UN LIMITE: LIBERARE IL TALENTO PER SCALARE Se sei la persona più intelligente della tua azienda, la tua azienda ha un grosso problema. E quello che chiami 'leadership' è in realtà il controllo che fa da tappo e impedisce ai tuoi talenti di esplodere e alla tua impresa di scalare. Sei disposto a distruggere il mito della tua indispensabilità per riprenderti finalmente la tua libertà di imprenditore e leader? Scopri perché il tuo superpotere è diventato la tua prigione. LA GENESI DEL METODO: PERCHE' SCEGLIERE CHI HA GIA' PERCORSO LA TUA STRADA Dalle parti per milione dell’automotive alle procedure in stile Google: sin dalla tesi di laurea sui modelli di eccellenza del business, nella mia testa l’organizzazione è sempre stata il vero differenziale competitivo. È complessa, poco replicabile e fatta di persone: per questo è unica. IL PILASTRO ZERO: L'ASSETTO DEL LEADER L'azienda è lo specchio del suo leader: non può esserci equilibrio nel business senza stabilità nella vita privata. L’Assetto del Leader non è un fatto di forma, ma di lucidità decisionale e presenza critica. Se il pilota non è centrato, anche la macchina più potente finirà fuori strada: impara a gestire il tuo equilibrio interiore per evitare che il disordine personale diventi un debito aziendale insostenibile. L'ORGANIZZAZIONE E' STRATEGIA...E SE NON LA CAMBI SEI MORTO Dalle parti per milione dell’automotive alle procedure in stile Google: l'impresa è un incastro di elementi che richiede tempo, fatica e pazienza. Se la tua azienda non scala, smetti di guardare il mercato e guardati allo specchio: l'organizzazione è viva ed è il riflesso esatto della tua mentalità e forse è tempo di "DELEGARE CONSAPEVOLMENTE" per raggiungere i tuoi obiettivi. LA SOLITUDINE DEL COMANDO: DOVE NASCE LA DIREZIONE Fare impresa significa spesso abitare uno spazio che gli altri non vedono. Tra il confronto con il team e il silenzio della decisione finale, la solitudine dell’imprenditore non è un limite, ma un dovere strategico. Un viaggio tra intuizione, velocità e quel sistema di valori capace di trasformare una visione solitaria in un successo collettivo. Edit IL METODO NUCIBELLA: PROTEGGERE L'ALCHIMIA, GUIDARE LA SCALATA. Proteggere l'alchimia e guidare la scalata: ecco i pilastri del Metodo Nucibella. Dalla codifica del DNA aziendale alla blindatura della governance, un approccio concreto e lontano dalle slide dei consulenti, pensato per rimettere l'imprenditore al centro di ogni operazione di equity. Edit COMPAGNI DI VIAGGIO: LA SCELTA DEI SOCI (PARTE 2) Scegliere i compagni di viaggio giusti significa puntare su fiducia, obiettivi comuni e sinergia. Le persone che ti accompagneranno possono fare la differenza, portando valore aggiunto alla tua esperienza e alla tua attività. COMPAGNI DI VIAGGIO: LA SCELTA DEI SOCI (PARTE 1) Fare impresa da soli o con soci? Con chi e perché? Esistono criteri per andare d’accordo anche nei momenti difficili, al di là dei contratti legali. COME FARE ESPRIMERE AL MEGLIO UN TALENTO? L'attenzione va ai principi di delega, confronto, rallentare per poi andare più veloci e dialogo tra generazioni per evitare talento sprecato Edit SCOPRIRE I TALENTI Per me, l'organizzazione è il differenziale competitivo, un sistema vivo che alimentiamo scoprendo e delegando ai talenti. Ho tratto ispirazione dalla Silicon Valley e dagli sport di squadra, cercando persone con la giusta attitudine per costruire un'azienda rilevante. Edit SAPER ASCOLTARE (PARTE 2: LA LEADERSHIP) Col tempo, ho capito che Saper Ascoltare è soprattutto delega e uno strumento chiave di leadership. Quando il turn-over è esploso, ho dovuto rallentare per riallineare il team. Oggi, il mio monito è per i giovani: la mancanza di ascolto verso i "vecchi" è la causa principale del talento sprecato SAPER ASCOLTARE (PARTE 1: LE ORIGINI) All'inizio di FiloBlu, ho dovuto ascoltare il mio istinto ignorando i pareri contrari. Ho imparato studiando i giganti e capendo che l'e-commerce richiedeva il retail, non solo la tech. È stata una svolta che ci ha imposto di cambiare rapidamente rotta, sfidando i dogmi interni. REALIZZARE QUALCOSA POTENDO SCEGLIERE La mia storia imprenditoriale nasce dalla volontà di creare un'azienda con un'organizzazione strategica, usando Internet come chiave di volta. L'intuizione mobile mi ha dato l'idea per FiloBlu. Oggi, la vera conquista è la possibilità di scegliere i progetti, ma per realizzarli servono metodo, team e la costanza di chi non molla. Edit

  • L'imprenditore è il limite della sua stessa azienda? Il Ciclo dell’Ego.

    Christian Nucibella analizza come l'ego dell'imprenditore diventi un limite alla scalabilità. Strategie di Business Engineering per liberare il potenziale dell'impresa. Il Ciclo dell’Ego: Cronaca di una Metamorfosi (Mancata) Tutti sanno chiamare un soccorso quando la tempesta infuria e l'acqua entra nello scafo. Ma la vera maestria non sta nel sopravvivere all'emergenza, sta nel saper navigare quando il vento cala e tutto sembra "facile". È proprio nella bonaccia che si compiono gli errori fatali: si molla la bussola, si spegne il radar e si torna a navigare a vista, convinti che il metodo non serva più. Ma un'azienda che scala non si guida per intuito, si guida per visione. L'Advisory non è il tuo salvagente, è il tuo sistema di navigazione permanente. Anche — e soprattutto — quando il mare è una tavola. L’Umiltà del Naufrago Tutto inizia nel rumore. L’imprenditore è esausto, sommerso da una marea di urgenze che non riesce più a governare. Persino le sue prime linee iniziano a vacillare, sollevando dubbi che bruciano: serve un occhio esterno, qualcuno di disinteressato che veda ciò che dall’interno è ormai sfocato. È il momento del "dolore utile": l'orgoglio si abbassa e la richiesta di aiuto è autentica, quasi commovente nella sua nudità. In questa fase, l’Advisor è il faro. L’imprenditore finalmente ascolta, esegue, delega e, soprattutto, si lascia guidare. C’è un sollievo quasi liberatorio nel cedere il timone per poter finalmente riprendere fiato. È una stagione di pura energia e speranza.ico, l'azienda è lenta e — ammettiamolo — probabilmente non ti diverti più. Il paradosso del Capitano: le miglia si fanno col mare calmo. La Bonaccia e il Falso Senso di Sicurezza La fiducia si consolida: il team interno viene coinvolto e valorizzato, le soluzioni emergono e il percorso tracciato inizia a dare i suoi frutti.I processi si fluidificano, i numeri sorridono e il clima aziendale respira una nuova leggerezza. Ma proprio qui si insinua il paradosso: non vedendo più il caos, l’imprenditore ne dimentica l’origine. Inizia a provare una sottile nostalgia del comando. Convinto che ora, con il mare calmo, tutto sia "facile", riprende a invadere spazi su dinamiche che prima lo vedevano impotente. Inizia a bypassare i flussi definiti, portando in riunione soluzioni improvvisate senza spiegazioni. Il team asseconda il "capo" per quieto vivere, ma smette di credere nella delega. La Maledizione delle Ovvietà Poi arriva il silenzio. Gli incontri settimanali iniziano a slittare, i feedback diventano rari e i confini del "chi fa che cosa" si fanno sfocati. L’imprenditore smette di chiedere "perché" e ricomincia a decidere "perché sì ". In questa fase, il lavoro dell’Advisor subisce una letale svalutazione psicologica: la visione nuova, una volta svelata, appare improvvisamente ovvia. "In fondo, " pensa lui, "queste cose le sapevo già, le abbiamo solo messe in ordine ". L’Advisory smette di essere percepita come un investimento e inizia a pesare come un costo per concetti "già noti". Si dimentica che i risultati strutturali richiedono costanza, non solo una scintilla iniziale. Il Dialogo dello Specchio Arriva il momento del confronto. In passato ho spesso evitato questo scontro, lasciando che l’imprenditore seguisse la sua china, un po’ per orgoglio e un po’ per l'idea che "se non capisci il valore, non ci meriti". Oggi scelgo invece il sacrificio del confronto sistematico. L’Advisor deve diventare uno specchio urticante e dire le cose in faccia: “Attento, stai tornando indietro. Stai smantellando l’impianto che abbiamo costruito perché non hai ancora trovato il tuo nuovo ruolo. Hai visto condurre con maestria una barca a vela e ora pensi di saperlo fare a modo tuo, dopo solo poche lezioni”. È un corpo a corpo rischioso, ma è l'unico modo per salvare il percorso ed evolvere verso una leadership intelligente. Il Bivio: Evoluzione o Declino Consapevole A questo punto, la storia imbocca una biforcazione definitiva: >> L’Evoluzione: L’imprenditore accetta la sfida più difficile: cambiare se stesso . Comprende che la sua utilità non è spegnere incendi, ma progettare il futuro. Accetta l'errore dell'altro come parte dell'apprendimento e capisce che la delega è un moltiplicatore di libertà. >> Il Declino: L’ego vince sulla strategia. L’imprenditore stacca la spina troppo presto, torna alla "vecchia maniera" e, nel giro di pochi mesi, la struttura implode sotto il peso di decisioni emotive. Rimane solo l’amarezza di un’occasione sprecata e la ricerca di colpevoli esterni per giustificare l'incapacità di scalare davvero. Conclusioni: Navigare nel Mare Calmo è un’Arte La morale è chiara: le vere regole d’ingaggio non si scrivono per gestire l’emergenza, ma per governare la normalità. L’Advisory anti-errore non è un pronto soccorso; è un sistema di navigazione costante, fondamentale proprio quando l'emergenza è rientrata e tutto sembra "facile" . È lì che si tende a ignorare la bussola verso scogli invisibili. Il Metodo è come la forma fisica: se smetti di allenarti perché "ormai sei in forma", l'atrofia arriverà presto. Il Cambiamento è una questione identitaria: se l’imprenditore non accetta di morire come "uomo del fare" per rinascere come "uomo della visione", rimarrà sempre il limite più grande della sua stessa azienda. Ho visto molti tornare indietro, ma i "pochi ma buoni" tengono l’Advisor sempre acceso: come garanzia di delega e come bussola per la crescita di chi verrà dopo di loro. Autore - Christian Nucibella WhatsApp Copia link

  • KNTNR: La scelta di un modello "FUORI MISURA"

    Scopri il modello "fuori misura" di KNTNR. Christian Nucibella racconta come scalare l'azienda unendo community, smart money e l'agilità di un vero partner. KNTNR: LA SCELTA DI UN MODELLO "FUORI MISURA". C’è una differenza sottile ma abissale tra gestire l’ordinarietà e alimentare l’unicità. Quando abbiamo fondato KNTNR, Katia ed io non volevamo creare "un’altra agenzia", non avrebbe avuto senso ripetere la storia. Volevamo costruire un’alternativa per chi, come noi, sente che i modelli tradizionali — pur validi nel loro perimetro e se ben gestiti — non bastano più a intercettare il domani: troppo lenti per un mondo che cambia velocemente. Spiegare cosa siamo oggi, mentre festeggiamo 5 anni di assiduo lavoro e sperimentazione, significa raccontare cosa abbiamo scelto di non essere più. Abbiamo voluto ritrovare il gusto del fare impresa e recuperare quel senso di scoperta che spesso si perde nelle grandi strutture. Ed ecco i capisaldi del nostro modo di essere. 1. Essere compagni di viaggio, non semplici fornitori. Nelle grandi realtà strutturate, il rapporto con l’imprenditore e la direzione si diluisce spesso tra account e processi standardizzati. Noi abbiamo scelto di recuperare la vicinanza radicale. KNTNR non vende "servizi" — facilmente reperibili sul mercato — ma mette a disposizione un arsenale: esperienza, alleanze strategiche, capitali e metodo. Essere una Holding, oltre che una società di advisory innovativa, ci permette di investire direttamente nelle minoranze, sostenendo i rilanci di chi ha avuto le intuizioni e le visioni in cui crediamo. Non ci interessa ricercare il bilancio consolidato del grande gruppo; ci interessa il percorso: la sfida di chi rischia in prima persona, per aiutarlo a scalare come abbiamo fatto noi, in passato, sulla nostra pelle. Due mondi, un solo incastro perfetto 2. Se tu hai il Brand, noi abbiamo la Community. È sotto gli occhi di tutti: il marketing tradizionale oggi fa fatica. Investire capitali in advertising senza una base organica è come cercare di accendere un fuoco senza legna. Abbiamo scelto di investire dove gli altri non vedono un ritorno perché non è immediato: negli asset proprietari. Siamo sempre stati convinti che non esista brand senza la sua community. Per questo KNTNR mette al servizio dei partner le proprie community costruite da Katia e dal suo team: ecosistemi reali, vivi, capaci di stimolare gli algoritmi in modo organico e costante. È la nostra risposta ai metodi tradizionali: meno "volume" indifferenziato, più relazione autentica e duratura. 3. L'habitat ispirazionale: Tecnologia + Umanità. Come innovare in un ambiente stimolante e ad impatto zero sull’ambiente? Abbiamo fatto quello che gli altri non fanno: abbiamo investito in una sede di proprietà. In un mondo dominato dall'A.I., l'unico differenziale resta l'unicità del guizzo umano. Ma le idee non nascono nel vuoto. Per questo è nato il progetto K.NON Hangar, il nostro "Secret Container". È una casa per talenti e imprenditori, un habitat fatto di oggetti, simboli di design, libri, motori, dischi e quadri. È un luogo dove le basi forti della nostra cultura e del nostro territorio incontrano l’ispirazione necessaria per nutrire la tecnologia. L'A.I. è un motore incredibile, ma ha bisogno che l’uomo fornisca gli spunti giusti; e l'uomo, per pensare bene, deve sentirsi bene nel proprio habitat. Una struttura agile contro l'immobilismo. Abbiamo scelto di essere piccoli per essere veloci. In KNTNR non esistono le lungaggini decisionali tipiche delle società guidate dai fondi, dove l'innovazione è vista come un rischio e l'investimento deve rientrare in 12 mesi. Noi guardiamo al domani senza l'ossessione dell'EBITDA mensile, convinti che il percorso, con i suoi errori, porterà ai frutti sperati. Crediamo nel valore degli asset a lungo termine, nel coraggio del "guizzo" imprenditoriale e nella sinergia che nasce da generazioni e punti di vista diversi che collaborano in un clima vivace. KNTNR non è un’alternativa a ciò che è stato; è una dimensione nuova per chi ha capito che il futuro non si ripropone, si inventa. Amplify Good Ideas. Caratteristica Modello Tradizionale (Passato) Modello KNTNR (Oggi) Obiettivo Volume e Consolidamento Scalabilità e Impatto Asset Struttura interna e Fornitura di Servizi e asset di terzi Networking qualificato e Creazione di Asset come le Community di Proprietà Livello di Rischio nei progetti Basso, investimenti in innovazione secondari, focus su Advisory e servizi con pagamento di ore lavorate. Orizzonte a breve e medio Investimenti con la Holding (Investimento in piccole minoranze) con Advisory interessato su obiettivi di business. Orizzonte a medio e lungo Decisioni Board di Fondi e Investitori (Lente) Imprenditoriali (Veloci) Habitat Uffici standard, organizzazione fortemente procedurale. K.NON Hangar Ispirazionale, organizzazione basata su esperienza, competenze e obiettivi, forte delega Autore - Christian Nucibella WhatsApp Copia link

  • Errori Startup: Strategie Governance Aziendale di Christian Nucibella

    Scopri come evitare errori comuni startup e costruire un'organizzazione efficace con i consigli di Christian Nucibella. L'organizzazione è strategia ...e se non la cambi, sei morto. Ho visto tante aziende nel corso degli anni ma poche mi hanno stupito veramente, indipendentemente dal settore; tra queste ricordo Google, Vaillant e una vista in questi giorni più piccola, Kave Home che mi ha fatto ritornare su un argomento che mi sta a cuore, l’organizzazione. L'organizzazione non è di certo un organigramma appeso in corridoio. Quella è burocrazia, ed è roba per chi fa carta e manuali. L'organizzazione vera è invece un Ecosistema vivo , un intreccio di #valori, #abitudini, #regole non scritte e relazioni che resistono agli urti. Mi sono sempre chiesto: perché le aziende ne sanno così poco? Perché pensano che l'organizzazione sia un costo, quando invece è l’unico #differenziale competitivo che i tuoi concorrenti non potranno mai copiare? Puoi copiare un prodotto, ma non puoi copiare il modo in cui le mie persone decidono (e bene) quando io non ci sono. Certo tanti hanno imparato il mio metodo di fare le cose, hanno creato la loro organizzazione (e aziende) con i loro valori, e di questo sono contento, dopotutto. La tua azienda è un fossile o un organismo? Il vizio del controllo: sei un leader o un tappo? Molti imprenditori parlano tanto, dicono di delegare, ma poi entrano tra le gerarchie e prendono decisioni senza consultare il responsabile di quell’ambito, senza rispettare la delega. Se devi esserci tu per ogni decisione, hai una organizzazione solo sulla carta: hai un esercito di esecutori “Yes Men” che aspetta ordini e ha paura di sbagliare. Ricorda il vecchio proverbio. Vuoi andare veloce? Vai da solo. Vuoi andare lontano e non dover ricominciare ogni mattina da zero? Impara ad andare in compagnia. Il silenzio del telefono: l’obiettivo supremo. Per anni il mio obiettivo non è stato il fatturato, ma il desiderio di un silenzio assordante. Volevo andare finalmente in ferie per due settimane e non sentire #urgenze. Quando poi è successo davvero, per la prima volta e mi sono sentito spaesato ma felice. Non ci credevo! È stato il mio socio Luca a rimettermi al mio posto: “Ehi Christian, mica salviamo vite umane. Le urgenze sono relative e ormai ci hai insegnato a gestirle. Goditi le vacanze”. In quel momento ho capito che avevo vinto. La macchina correva senza che io dovessi spingerla. L’e-commerce: la Formula 1 delle organizzazioni. Ci ho messo un po’ a capirlo, perché cercavo di spiegare agli imprenditori che costruire un servizio di qualità è più difficile di costruire un prodotto. Poi ho iniziato a disegnare i reparti come delle colonne verticali e a dire che gli imprenditori, per capire il nuovo mondo “digitale” dovevano rovesciare l’azienda e abbattere i silos . Perché dico che le organizzazioni e-commerce sono le più evolute? Perché il digitale taglia l’azienda in orizzontale . Crea delle supply chain complesse per farsi trovare nelle ricerche web, acquistare un prodotto in 3 click e consegnare in 24 ore. Non c’è tempo per le #gerarchie quando l'algoritmo cambia alle tre di notte. Un team e-commerce vive nell'imprevisto, gestisce capsule, vendite su mercati globali in tempo reale. È un ecosistema costantemente allenato al cambiamento. L'e-commerce non è un canale: è una palestra di sopravvivenza e un modo di fare impresa. Oggi giorno ci sono aziende che sono nate ecommerce: nel #fashion mi viene in mente Sezane e guarda caso sono quelle che vanno più veloci. L’elogio della pigrizia intelligente che ti obbliga alla delega. Lo ammetto: sono iperattivo, ma profondamente pigro. Odio ripetere le cose e odio quando il telefono squilla troppo. Per questo “pigramente” mi sono organizzato e ho delegato le cose che non mi piacciono a persone più brave di me a farle ! Per questo ho costruito un #ecosistema che camminava senza di me. Questa è stata la mia salvezza e talvolta la mia rovina. Ho delegato, a volte troppo. Mi sono fidato, a volte troppo. Ma andavo troppo veloce per non fidarmi. Se i miei collaboratori sono rimasti con me per più di dieci anni, significa che in quel vuoto lasciato dalla mia delega è evoluto in talento vero. Ma la delega, verso persone con un DNA che non era il mio, ha fatto anche dei danni, per cui oggi ti dico: “DELEGA CONSAPEVOLMENTE”. Il paradosso della pazienza: dai Lego alla Play, allo Scrolling. C'è un enigma che sto cercando di risolvere: la fragilità di chi entra oggi nel mondo del lavoro . Non credo sia un problema di #linguaggio tra #generazioni perché l’innovazione non ha età; è un problema di aver allenato la pazienza. Dico spesso che noi “vecchi” siamo la generazione dei Lego: per costruire dovevi fare fatica, incastrare pezzi, progettare, smontare e ripartire . poi c’è stata la generazione della PlayStation: Cerchio o X, funziona o non funziona. Cambio automatico, non manuale. Ricordo quando insegnai a mio figlio Alberto ad andare con la moto: “Alberto, quando molli la frizione, metti la prima, succedono delle cose li dentro, non è un pulsante, devi dare tempo alla marcia di entrare, alla frizione di slittare, al gas di prendere i giri, e tutto deve accadere in un preciso momento”. Oggi il mondo è quello dei 10 secondi di un contenuto social . Lo scorrimento infinito del cellulare ha ucciso la capacità di #rallentare, #capire, #accettare una critica. È la società delle risposte "facili", ma sono le domande che generano curiosità ed evoluzione. Pretendere di avere tutte le risposte subito perchè l’I.A. te le da, è purtroppo #superficialità. Per avere quelle giuste, bisogna provare e, soprattutto, fare fatica. Il coraggio dell'autocritica: il problema sei tu. Chiuderei con una #provocazione. Se i risultati non arrivano, caro imprenditore, caro leader, smetti di guardare fuori. Guardati allo specchio. L'organizzazione è il risultato della tua #mentalità. Fare autocritica significa accettare che i risultati dipendono dalla tua capacità di mettere persone migliori di te nei posti chiave e lasciarle lavorare. Hai il coraggio di assumere qualcuno che ne sa più di te? Hai la forza di investire nell'innovazione, nelle cose non certe? Perché da soli si decidono cose piccole , le cose che già sai. Per fare le cose grandi serve un processo #decisionale che coinvolge persone straordinarie come e oltre te. Autore - Christian Nucibella WhatsApp Copia link

  • Saper Ascoltare (Parte 2: La leadership) di Christian Nucibella

    Saper ascoltare per delegare e crescere: Christian Nucibella analizza l'ascolto come pilastro della leadership, tra errori necessari, gestione dei talenti e visione. SAPER ASCOLTARE (Parte 2: La leadership) Ricordate che ho parlato della nascita della divisione Retail così mal digerita dal resto dell’organizzazione tech-nerd? Devo dire che quel nuovo reparto, nel tempo si è arricchito di tantissimi aspetti, nuove figure professionali (direi inventati da zero o quasi) nuove competenze, nuovi metodi di lavoro: in questo caso, “Saper Ascoltare” fu sinonimo di #delegare ; perché, anche se osservi tutti i giorni che le modalità operative di quella parte dell'azienda non sono proprio come te l’eri immaginate, le devi lasciare vivere perchè funzionano e sono apprezzate dai clienti (e dopo anni anche dal resto dei team interni più storici….). Devi restare semplicemente in ascolto e seguire le necessità dei tuoi manager per intervenire solo nei momenti di necessità o blocco. Così, l’ascolto diventa una componente della #leadership (almeno per come la penso io). Ricordo in particolare un momento critico nella crescita, attorno alle 100 persone dove improvvisamente il turn-over del personale esplose: non capivo, ero rammaricato; mi dissero che la causa era da ritrovare sul fatto che io ero assolutamente incoerente poiché davo risposte diverse alle stesse domande. Ricordo che feci una riunione di confronto con i champions dell’azienda (e in realtà poi attivammo veri e propri cicli di coaching per la gestione dei team e nel problem solving) per spiegare che le risposte non potevano essere le stesse alle stesse domande perché serviva contestualizzare: comprendere la situazione, la dimensione del progetto, l'interlocutore (era un tech?, un businessman? uno della finanza?), conoscere il budget, la maturità del team di progetto a supporto e così via….Per me erano aspetti ovvi, avendo lavorato in settori e aziende con dimensioni molto diverse tra loro e avendo studiato a fondo il PMBOK e la gestione progetti, ma, in realtà la questione non era per nulla scontata ai più. Fu un momento estremamente complicato perché non avevo capito che il team, seppur super comittato, non era pronto alla complessità dei progetti sempre più grandi che stavano arrivando. Rallentai la crescita (da agonista quale sono, devo dire che mi costò moltissimo farlo) per far capire che, appunto, per essere leader del proprio team, serviva saper gestire una serie di nuovi aspetti: era importante riportare, per quanto possibile, tutti a bordo in azienda; ecco che “Saper Ascoltare” significa anche saper mettersi in discussione con i propri team per capire se si sta andando tutti nella stessa direzione con un “ritmo gara”, direi sostenibile e, comprendere quali sono le possibili difficoltà. Delegare e fidarsi del team Errori e consapevolezza Posso dire che talvolta, io stesso ho ascoltato molto poco nelle mie scelte o meglio, ho ascoltato tutti ma poi ho fatto di testa mia (quante volte ho sentito dire “ alla fine fai sempre di testa tua”). Ma, talvolta gli errori più grossi, li ho fatti proprio perché non sono stato in grado di “ascoltare” il momento , di comprendere che la decisione andava ponderata maggiormente e sono stato troppo veloce nella decisione, non dando il giusto peso a decisioni che in realtà si sarebbero rivelate molto importanti (della serie… “ma dai è impossibile che accada questa cosa, è marginale, la sappiamo gestire”… ma poi nel tempo cambiano gli equilibri, la gestione o il mercato e quella cosa ti costa soldi, tempo e fatica per correggerla….). Questo è vero in particolare quando i temi da affrontare sono sempre più complessi dove ovviamente, per tanti motivi, non si hanno tutti gli elementi per fare la scelta migliore ma a un certo punto devi decidere lo stesso e andare avanti (e … a distanza di tempo non verifichi più quella scelta preso da mille altre priorità). Di conseguenza, “Saper Ascoltare” si rivela un metodo per commettere meno errori e perdere meno tempo ed energia per correggere poi (la famosa regola dell’80 - 20 o del rallentare per andare più veloce poi), perché se sai ascoltare veramente le tue sensazioni, i tuoi valori o i tuoi compagni di viaggio fidati (che magari sono in opposizione con te in quel preciso momento), capisci che la situazione non è corretta, devi interrompere e cambiare strada immediatamente, vivendo alla fine meglio, con meno stress. Con gli anni ho imparato a dormirci sopra e a #procrastinare determinate decisioni anche se non è nella mia indole. Il talento sprecato Potrei citare un aneddoto, in chiusura. Lavoravamo con un grande Brand, un Brand che sarebbe potuto essere determinante per fare un ulteriore salto nel mondo del lusso per posizionamente e dimensione: scegliemmo di staccare la spina perché il suo modo di lavorare veramente invasivo, stava spaccando la nostra organizzazione. Ogni tanto ci ripenso. In quel caso ascoltai il mio team che era alla frutta. Poi però a distanza di anni, un caro amico, il migliore retail di Roma mi fece una domanda: "Perché hai mollato quel Brand? me lo hanno detto sai… Christian non va bene…. Non va bene ! Perchè non hai fatto il salto? Il mercato ti aspettava, potevi essere un riferimento in Italia e non solo”. Mi uccise! Mi stava dicendo che non avevo avuto le palle, e aveva ragione perchè in realtà ne avevo le capacità (ecco un caso di “talento sprecato”… ma ci torneremo a breve su questo punto): avrei dovuto guardare oltre e capire come superare quel momento di difficoltà del team con nuove risorse, per entrare in “Champion League”. Ed eccoci qui in chiusura con l’aspetto forse più importante del “Saper Ascoltare”. Riguarda i talenti: molto spesso giovani imprenditori, giovani talenti, in diversi ambiti, dallo sport alle professioni, alle abilità manuali, con grandi capacità e intelligenza (almeno sulla carta), ascoltano veramente poco; sono convinti di avere tutte le risposte solo perché hanno dimostrato di essere un po’ più bravi della media, ma in realtà non hanno capito in che campionato possono giocare e non sanno quale sia il loro reale potenziale e non lo sfruttano a pieno. L’invito ai talenti Ecco questo è il caso, come citavo sopra, del “talento sprecato ”, una delle cose che mi rende più triste: non vedere il potenziale espresso al meglio in un ragazzo, in una squadra, in un team, in un’azienda solo perché manca l’ascolto verso figure di esperienza che magari sembrano un po’ lente e impacciate ma in realtà sono avantissimo. E’ giusto che un talento commetta i propri errori ma talvolta, la mancanza di ascolto, non permette di superare i propri limiti perché il talento non basta per realizzare grandi idee o grandi risultati e il rischio concreto è che nel tempo, si perda la motivazione o ci si perde un po’ per strada. Così l'invito a tutti i talenti è di “Saper Ascoltare” di più i “vecchi” anche se sono talvolta pesanti o incomprensibili, di provare a capire che, solo perchè hanno altri meccanismi nel ragionare e nell’agire, non sono poi così scemi e se hanno voglia di dare un consiglio “appassionato e disinteressato" c'è un motivo: magari perché certe cose le hanno già vissute e vogliono solo aiutare, anche dando dei consigli che apparentemente sembrano stupidi o lontani o richiedono tanta fatica per essere attuali e costanza, ma poi sono il sale del successo in ciò che si vuole realizzare. Autore - Christian Nucibella WhatsApp Copia link

  • Hangar K.NON: il Secret Container dove il Business incontra la Sostenibilità

    Scopri l'Hangar K.NON: un habitat sostenibile ed energeticamente autonomo con 30kW di accumulo dove motori, arte e strategie aziendali si incontrano per fare il futuro del business. L’HANGAR K.NON: DOVE IL FUTURO DEL BUSINESS TROVA UN HABITAT SOSTENIBILE. C'è un grande equivoco nel mondo dell'innovazione: si pensa che per disegnare il domani servano grattacieli di vetro nelle metropoli, open space impersonali e call su Zoom senza fine. Noi abbiamo scelto la strada opposta. Abbiamo recuperato un'ex manovia industriale dismessa degli anni '60, riqualificando la struttura per trasformarla nell'Hangar K.NON: il nostro Secret Container. L'obiettivo non era di creare un ufficio di rappresentanza, ma un ecosistema autosufficiente , un habitat ispirazionale progettato per accogliere imprenditori, talenti e idee fuori scala, a impatto zero sull'ambiente. Basi forti, radici sul territorio e 30 kW di accumulo A nostro avviso, non si può parlare di futuro se non si riparte dal passato e non si rispetta il pianeta. La rigenerazione dell'Hangar K.NON è partita da un principio chiaro: indipendenza energetica e sostenibilità reale. Abbiamo coperto il tetto con un impianto fotovoltaico da 20 kW supportato da 35 kW di batterie di accumulo. Abbiamo recuperato più possibile l'architettura, dando nuova vita ai serramenti in ferro e luce ai vecchi architrave. Questo significa che quando ci sediamo intorno al tavolo con un imprenditore per ridisegnare il suo modello di business, lo facciamo all'interno di una struttura energeticamente autonoma che sa anche di tradizione. È la nostra idea di futuro: radici forti sul territorio, zero retorica sulla transizione green e tanta concretezza ingegneristica. Un Habitat di contaminazione: Motori, Arte, Musica e Libri The Secret Container All'interno dell'Hangar abbiamo creato una collezione di stimoli: Opere d'arte e pezzi di design che rompono gli schemi visivi. Libri, saggi e dischi per nutrire il pensiero profondo e rallentare il ritmo frenetico del mercato. Motori e simboli della cultura automotive, dove l'ingegneria meccanica ricorda l'importanza dell'esecuzione perfetta e della precisione su progetto complessi. Se l'A.I. è il motore che ottimizza il domani, l'uomo nell'Hangar K.NON trova gli spunti unici e irripetibili per dargli la giusta direzione, in un ambiente che aiuta a pensare. Un team a disposizione per far decantare le idee Le grandi idee nell'era dell'Intelligenza Artificiale non nascono davanti a uno schermo bianco. Nascono dalla contaminazione , dai dettagli, dalla memoria muscolare e visiva dell'uomo nel suo viaggio. L'Hangar è un luogo di decompressione . Invitiamo qui gli imprenditori non per fare l'ennesima riunione con le slide, ma per far decantare i progetti, discutere le criticità e trovare il "guizzo". A loro disposizione non c'è una struttura gerarchica e pesante, ma un team agile di altissimo livello pronto ad attivarsi su insight precisi, analisi algoritmiche dei social e strategie di scalabilità, con alle spalle un network completo. Così, KNTNR oggi non ha più bisogno di uffici in centro a Milano per connettersi con il mondo. Abbiamo creato il nostro centro di gravità qui, dove c'è spazio per respirare nel verde, l'energia è autoproduzione e la testa è libera di pensare a ciò che conta davvero. Ma per far funzionare questo modello in un settore ad alto budget, fatto di decisioni strategiche e cruciali, era necessario risolvere dei nodi cruciali come la riservatezza e privacy nel sentirsi a casa in un luogo bello, protetto, dove rifugiarsi, ma connesso con il giusto network. Venire all'Hangar K.NON significa staccare dal rumore di fondo per sedersi al tavolo dove si inventa il domani. Amplify Good Ideas. Autore - Christian Nucibella WhatsApp Copia link

  • Metodo Nucibella: Scopri il Talento per la Crescita Sostenibile Aziendale

    Scopri come il metodo Nucibella combina sport e business per una crescita sostenibile aziendale. Approfondisci ora per il tuo successo! SCOPRIRE I TALENTI L’organizzazione per me è sempre stata sinonimo di differenziale competitivo: è un sistema vivo che evolve, si modifica e va alimentato dall’esempio e dalla creazione di talenti e relativa delega; la gestione dei talenti , ha per me sempre avuto molto a che fare con i principi organizzativi delle aziende della Silicon Valley e soprattutto dello sport di squadra anche se personalmente ho sempre praticato quelli individuali. Negli sport di squadra c’è uno spogliatoio, ci sono dei ruoli e dei compiti assegnati, ci sono leader e gregari, dei momenti in cui si è in forma e dei momenti che si deve far spazio ad altri, momenti in cui si deve sostenere e mettersi al servizio degli altri; ci sono delle regole e dei principi e si vince o si perde e ci si rialza tutti insieme (almeno così dovrebbe essere per me). E’ vero, ho quasi sempre praticato sport individuali, dove poter essere direttamente responsabile dei risultati, così da confrontarmi con me stesso tutti i giorni per migliorarmi, consapevole che il risultato sportivo era la somma di tanti dettagli, dall’alimentazione alle ore di sonno, alla capacità di concentrazione, alla costanza in allenamento, alla cura della tecnica, fino alla capacità di comprendere i punti di forza e debolezza propri e degli avversari: la natura non mi ha dato un grande fisico a livello di fiato e forza per cui, cercavo di supplire a queste mancanze con altri aspetti e questo continuo esercizio, forse è stata un’utile palestra per il business e le trattative one to one. Ma se vuoi costruire un’azienda rilevante, è senz’altro più importante avere un ottimo team più che un singolo fuoriclasse, ed ecco perché è così importante scegliere le persone giuste e metterle in condizioni di esprimersi; ecco perché amo così tanto studiare le dinamiche degli sport di squadra e delle organizzazioni innovative. Nel mio concetto di #squadra , un ruolo specifico assume caratteristiche diverse in funzione della persona che lo interpreta, per cui, il #team stesso si dovrà creare e modificare in funzione di chi interpreta i vari ruoli; provo a tradurre: i project manager non sono tutti uguali, così come i marketing manager, o i retail manager e così via; ognuno ha delle caratteristiche soft e hard per così dire diverse, una seniority e un proprio stile di comunicazione, per cui ogni team è il risultato di un’alchimia unica che dipende anche dal momento e dal progetto che si deve affrontare, piuttosto che dal cliente e per così dire dagli obiettivi e da tutti gli stakeholder interessati al successo o anche all’insuccesso del progetto (i detrattori non vanno mai dimenticati). Organizzazione e sport Talento e squadra Il concetto di squadra è un argomento complesso che ho voluto solo accennare per definire il contesto e così potermi focalizzare su un aspetto specifico: come si identifica un talento e come lo si fa esprimere al meglio? Per chi sa di calcio (sport di per sé stupendo talvolta rovinato dagli interessi di business che ci sono sopra) sarà facile intuire che lo stesso attaccante rende in modo diverso in funzione della squadra, della fiducia del mister, dei compagni al suo fianco, dal tipo di allenamento, della carica emotiva e della tranquillità personale del momento. Insomma l’attaccante (il talento) va compreso e messo in condizioni di rendere al meglio… ci sono allenatori maestri nel far sbocciare i ragazzi, che guarda caso, talvolta, pare che non facciano granché ma poi, sono i più vincenti, lavorando più sulla psicologia e sull’alchimia tra giocatori, più sui principi che sull’imposizione dei moduli e degli schemi. Ma come si identifica un talento? Ci sono diversi fattori che metto a fattor comune, alcuni dei quali credo siano anche del tutto personali o comunque non scientifici ed è dal mix di questi fattori, talvolta con pesi diversi, che trovo un talento, perché i talenti sono tutti diversi tra loro, come lo sono le persone e come dice José Mourinho, “è stupido trattare i calciatori tutti allo stesso modo, non sono tutti uguali”… Per chi è #junior o si è appena laureato… guardo se ha fatto altro nella vita oltre che studiare, in particolare se ha fatto sport con continuità o se ha altre passioni, se ama dei generi musicali, se ha fatto esperienze all’estero, se conosce bene almeno l’inglese e se ha gestito qualche progetto complesso o si è trovato in situazioni critiche e come ne è uscito. Non è così importante se è stato bravo a scuola, guardo se trasmette positività, se è curioso e disponibile, sveglio e puntuale, se ha personalità o comunque un suo stile (devo dire che questo ultimo aspetto è divenuto rilevante con il passare del tempo, anche se non è mai stato veramente determinante e in ogni caso dipende dal ruolo che la persona dovrà svolgere: un nerd con la t-shirt di Star Wars o del Commodore 64 dice molto di sé, come del resto lo stile di un designer: minimal e coordinato è ok, se è sopra le righe o ha la camicia a quadri da taglialegna…capiamo se ha altre qualità…). Talenti esperti Nel caso stia cercando una figura con esperienza i criteri cambiano . In primo luogo guardo se la persona ha lavorato in settori diversi tra loro e se almeno è rimasto per un periodo di almeno 3 anni in un’azienda e se ha già gestito team; se il CV è sintetico e poco autoreferenziale, se ha delle #passioni extra lavorative e cerco di capire se ha una vita sentimentale stabile : credo infatti che per essere costanti in ambito lavorativo, serve essere sereni a casa; ecco che il profilo Linkedin e Instagram diventano i biglietti da visita con cui il candidato si presenta sia sul lato privato che professionale (anche non avere un profilo può essere una scelta consapevole e giusta). Se il candidato ha fatto uno sport agonistico guadagna 100 punti, come se ha già realizzato dei progetti complessi. Preferisco chi abbia lavorato per aziende di dimensioni molto diverse tra di loro e magari in contatto con la direzione o la proprietà più che provenienti da grandi multinazionali ( le multinazionali sono ok nel CV ma non sufficienti). Mi piace poi scorgere profili con provenienze etniche e culturali diverse , meglio se amanti della musica e dell’arte in generale. Insomma la selezione è un mix di aspetti che mi dice se il talento va bene per la mia organizzazione….e come dicevo, non sempre il mix delle caratteristiche ha gli stessi criteri e pesi, perché dipende poi dal team dove andrà a lavorare e dalle esigenze di quel momento a livello di clienti e azienda: banalmente, se devo prendere un account e deve gestire un team a Venezia, quel candidato avrà un profilo; se invece deve aprire un ufficio a Milano e costruire ad esempio un nuovo team, avrà altre caratteristiche, più orientate all’autonomia, problem solving e così via. Sembra ci sia un po’ di incoerenza o comunque della #complessità in ciò che dico; sì la ricerca non è un'attività semplice: sono focalizzato a cercare la persona giusta per l’esatto contesto in cui deve lavorare. D’altra parte, è accaduto anche di assumere talenti di cui non avevo la giusta collocazione in quel momento (ma non potevo farmeli scappare perché prospetticamente erano giusti…) e gli ho chiesto di fare un percorso in ruoli diversi per creargli il giusto spazio nel giro di sei, dodici mesi. Alla fine il colloquio fa la differenza ed è importante sentire le sensazioni che la persona sa trasmettere, se è sincero e se ci tiene al posto proposto; consiglio di essere possibilmente in due nel valutare la persona per essere il più possibile oggettivi. È importante che il candidato sappia fare il mestiere, ma non è un aspetto determinante, è infatti ancora più importante che abbia passione e il giusto atteggiamento perchè i mestieri si imparano e direi in fretta. Tenete conto poi, che il contesto di un’azienda innovativa aiutava molto: nel corso del tempo tante professioni le abbiamo inventate (perché almeno in Italia non esistevano), dal digital retailer, al sales assistant al personal shopper, al digital merchandiser fino al digital risk manager e al marketplace manager; tante professioni esistevano solo offline dove si utilizzano metodi e strumenti più tradizionali. Colloquio e attitudine Altre professionalità già esistevano ma le abbiamo direi reinventate : perché il nostro modo di fare, doveva essere unico, così come l’insieme delle professioni offerte, per essere in grado di avere una value proposition distintiva , diversa dagli altri player. Ma su questo punto ci ritornerò perché rappresentava una variabile competitiva importante per vincere le gare contro le agenzie verticali senza essere i più bravi in ogni singola disciplina; offrire un punto di vista diverso era talvolta vincente ed inoltre, il “tutto”, ritengo, abbia più valore della somma delle singole parti. Ma qual è alla fine l'elemento chiave di un candidato? Esiste un ingrediente segreto? Forse no, ma di sicuro in ogni candidato ricercavo un aspetto con particolare attenzione…una caratteristica, non così chiara, che possiamo sintetizzare con l’attitudine allo stress. La sfida era questa: cercare nel candidato la mancanza di paura nell’affrontare le novità, la voglia di mettersi in discussione e provare e spingersi oltre le proprie capacità e limiti, con l’attitudine del campione. Oggi qualcuno forse la chiama resilienza ma non è proprio la stessa cosa: più che la capacità di assorbire situazioni difficili e ripartire, è per me determinante la capacità di “prendere legnate” e continuare a perseverare nella direzione obiettivo condivisa… andare oltre gli ostacoli singoli … insomma essere tosti, perché i progetti, sia di lavoro che di crescita personale, richiedono il giusto grado di impegno e attenzione ai dettagli per un periodo medio lungo. Autore - Christian Nucibella WhatsApp Copia link

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