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L'organizzazione è strategia ...e se non la cambi, sei morto.

Ho visto tante aziende nel corso degli anni ma poche mi hanno stupito veramente, indipendentemente dal settore; tra queste ricordo Google, Vaillant e una vista in questi giorni più piccola, Kave Home che mi ha fatto ritornare su un argomento che mi sta a cuore, l’organizzazione.

L'organizzazione non è di certo un organigramma appeso in corridoio. Quella è burocrazia, ed è roba per chi fa carta e manuali. L'organizzazione vera è invece un Ecosistema vivo, un intreccio di #valori, #abitudini, #regole non scritte e relazioni che resistono agli urti.

Mi sono sempre chiesto: perché le aziende ne sanno così poco?
Perché pensano che l'organizzazione sia un costo, quando invece è l’unico #differenziale competitivo che i tuoi concorrenti non potranno mai copiare?

Puoi copiare un prodotto, ma non puoi copiare il modo in cui le mie persone decidono (e bene) quando io non ci sono. Certo tanti hanno imparato il mio metodo di fare le cose, hanno creato la loro organizzazione (e aziende) con i loro valori, e di questo sono contento, dopotutto.







 

La tua azienda è un fossile o un organismo?

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Il vizio del controllo: sei un leader o un tappo?

Molti imprenditori parlano tanto, dicono di delegare, ma poi entrano tra le gerarchie e prendono decisioni senza consultare il responsabile di quell’ambito, senza rispettare la delega. Se devi esserci tu per ogni decisione, hai una organizzazione solo sulla carta: hai un esercito di esecutori “Yes Men” che aspetta ordini e ha paura di sbagliare.

Ricorda il vecchio proverbio.
Vuoi andare veloce? Vai da solo.
Vuoi andare lontano e non dover ricominciare ogni mattina da zero? Impara ad andare in compagnia.



 

Il silenzio del telefono: l’obiettivo supremo.

Per anni il mio obiettivo non è stato il fatturato, ma il desiderio di un silenzio assordante.
Volevo andare finalmente in ferie per due settimane e non sentire #urgenze.
Quando poi è successo davvero, per la prima volta e mi sono sentito spaesato ma felice. Non ci credevo!

È stato il mio socio Luca a rimettermi al mio posto: “Ehi Christian, mica salviamo vite umane. Le urgenze sono relative e ormai ci hai insegnato a gestirle. Goditi le vacanze”. In quel momento ho capito che avevo vinto. La macchina correva senza che io dovessi spingerla.

 

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L’e-commerce: la Formula 1 delle organizzazioni.

Ci ho messo un po’ a capirlo, perché cercavo di spiegare agli imprenditori che costruire un servizio di qualità è più difficile di costruire un prodotto. Poi ho iniziato a disegnare i reparti come delle colonne verticali e a dire che gli imprenditori, per capire il nuovo mondo “digitale” dovevano rovesciare l’azienda e abbattere i silos

Perché dico che le organizzazioni e-commerce sono le più evolute? Perché il digitale taglia l’azienda in orizzontale. Crea delle supply chain complesse per farsi trovare nelle ricerche web, acquistare un prodotto in 3 click e consegnare in 24 ore.

Non c’è tempo per le #gerarchie quando l'algoritmo cambia alle tre di notte. Un team e-commerce vive nell'imprevisto, gestisce capsule, vendite su mercati globali in tempo reale. È un ecosistema costantemente allenato al cambiamento.

L'e-commerce non è un canale: è una palestra di sopravvivenza e un modo di fare impresa. Oggi giorno ci sono aziende che sono nate ecommerce: nel #fashion mi viene in mente Sezane e guarda caso sono quelle che vanno più veloci.



 

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L’elogio della pigrizia intelligente che ti obbliga alla delega.
 

Lo ammetto: sono iperattivo, ma profondamente pigro. Odio ripetere le cose e odio quando il telefono squilla troppo. Per questo “pigramente” mi sono organizzato e ho delegato le cose che non mi piacciono a persone più brave di me a farle!
Per questo ho costruito un #ecosistema che camminava senza di me. Questa è stata la mia salvezza e talvolta la mia rovina.

Ho delegato, a volte troppo.
Mi sono fidato, a volte troppo.
Ma andavo troppo veloce per non fidarmi.

Se i miei collaboratori sono rimasti con me per più di dieci anni, significa che in quel vuoto lasciato dalla mia delega è evoluto in talento vero.

Ma la delega, verso persone con un DNA che non era il mio, ha fatto anche dei danni, per cui oggi ti dico: “DELEGA CONSAPEVOLMENTE”.


 

Il paradosso della pazienza: dai Lego alla Play, allo Scrolling.

C'è un enigma che sto cercando di risolvere: la fragilità di chi entra oggi nel mondo del lavoro. Non credo sia un problema di #linguaggio tra #generazioni perché l’innovazione non ha età; è un problema di aver allenato la pazienza.

Dico spesso che noi “vecchi” siamo la generazione dei Lego: per costruire dovevi fare fatica, incastrare pezzi, progettare, smontare e ripartire. poi c’è stata la generazione della PlayStation: Cerchio o X, funziona o non funziona. Cambio automatico, non manuale. Ricordo quando insegnai a mio figlio Alberto ad andare con la moto: “Alberto, quando molli la frizione, metti la prima, succedono delle cose li dentro, non è un pulsante, devi dare tempo alla marcia di entrare, alla frizione di slittare, al gas di prendere i giri, e tutto deve accadere in un preciso momento”.

Oggi il mondo è quello dei 10 secondi di un contenuto social. Lo scorrimento infinito del cellulare ha ucciso la capacità di #rallentare, #capire, #accettare una critica. È la società delle risposte "facili", ma sono le domande che generano curiosità ed evoluzione. Pretendere di avere tutte le risposte subito perchè l’I.A. te le da, è purtroppo #superficialità. Per avere quelle giuste, bisogna provare e, soprattutto, fare fatica.
 

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Il coraggio dell'autocritica: il problema sei tu.
 

Chiuderei con una #provocazione.

Se i risultati non arrivano, caro imprenditore, caro leader, smetti di guardare fuori.

Guardati allo specchio.

L'organizzazione è il risultato della tua #mentalità.
Fare autocritica significa accettare che i risultati dipendono dalla tua capacità di mettere persone migliori di te nei posti chiave e lasciarle lavorare.

Hai il coraggio di assumere qualcuno che ne sa più di te?
Hai la forza di investire nell'innovazione, nelle cose non certe?


Perché da soli si decidono cose piccole, le cose che già sai. Per fare le cose grandi serve un processo #decisionale che coinvolge persone straordinarie come e oltre te.


 

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Autore - Christian Nucibella

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