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Compagni di viaggio:
la scelta dei soci. Parte 2

Proseguiamo il nostro percorso con nuovi consigli per scegliere i compagni di viaggio ideali, così da portare un reale valore aggiunto alla propria attività grazie alle figure con cui si deciderà di avviarla.

QUINTA REGOLA: Soci di cui ti puoi fidare.

Per me questa è, in realtà, la regola più importante: deve esserci piena fiducia tra i soci, con massimo #rispetto e #sintonia di intenti per la causa comune, cioè l’azienda. Altrimenti, il mio consiglio è chiudere rapidamente la situazione, anche a costo di rinunciare a qualcosa di importante. Appena ti accorgi che non sei più in sintonia e non puoi dare l’apporto che pensi di poter dare, esci subito, anche se le cose sembrano andare bene: il vento cambia in fretta e basta una sola decisione degli altri soci per mettere in difficoltà il progetto e l’azienda.

All’inizio la fiducia non manca, e spesso si lasciano correre tante cose perché si è concentrati sull’obiettivo, sul far funzionare l’azienda e sul riuscire a portare avanti il progetto. Ma quando l’azienda cresce, il fattore fiducia diventa ancora più cruciale: può capitare che qualche socio “sfrutti” l’azienda a proprio #vantaggio, tanto le cose vanno comunque avanti.

Spesso, soprattutto in società complesse, ci si dimentica di questa regola fondamentale: i soci restano attaccati al progetto per convenienza o per interessi parziali e non per il bene dell’azienda. Il risultato? Ci si distrae, si perde tempo su attività non core, la #burocrazia prende il sopravvento e, quasi senza accorgersene, tutto diventa più complicato. Il processo decisionale rallenta, l’azienda diventa più lenta e, a poco a poco, si perde energia, se non addirittura la #leadership di mercato.

Il successo dell’azienda non è più la priorità; non si tratta più di essere i più bravi, di avere le idee migliori, di stupire ancora una volta. La fiducia, invece, implica rispetto: senza di esso accadono cose sbagliate, spesso inaudite.

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Compagni di viaggio: la scelta dei soci. Parte 2

SESTA REGOLA: Compagni di viaggio con un inizio e una fine.

I soci sono sempre “a tempo”. Quanti di voi, quando aprono una società, pensano che questa potrà finire o che un giorno le strade tra i soci potrebbero separarsi? Credo che tutti siamo concentrati sul presente e sul futuro immediato, pieni di #entusiasmo e idee, con le tasche vuote perché abbiamo investito. Ma la realtà è che la cosa giusta da fare è definire fin dall’inizio cosa si vuole fare tra cinque o dieci anni: se restare, uscire in caso di opportunità o raggiungimento di determinati #obiettivi.

Non è semplice riflettere su queste cose: serve averle vissute e avere la maturità di mettere #regole chiare nel caso in cui i soci abbiano obiettivi diversi o che cambino nel tempo, rendendo necessario separarsi. Dopotutto, il rapporto tra soci non è un matrimonio, e anche quelli oggi durano tutta la vita solo in rari casi.

Quando si parte con un’impresa, non si sa esattamente cosa accadrà né dove si arriverà. Certo, a scuola o dai consulenti ti diranno di fare un business plan, definire dei numeri e seguirli, ma in realtà si sta affrontando un progetto con mille variabili nuove, spesso non chiarissime sin dall’inizio. In particolare nelle aziende a forte tasso di innovazione, più che seguire un percorso lineare, si percorre una strada piena di curve, bivi e saliscendi.

Ci sono però alcune piccole regole che permettono ai soci di ridurre il proprio impegno, di non essere più operativi o di uscire senza creare troppi mal di pancia. Non è facile liquidare un socio, sostituirlo e farlo rapidamente per il bene della società, quindi la #pianificazione è fondamentale: non tanto per la #crescita in sé, quanto per la gestione degli imprevisti.

Se a fianco si hanno i soci giusti, tutti questi passaggi “imprevisti” si gestiranno con buon senso e intelligenza, senza grandi strappi. Fidatevi: è naturale cambiare compagni di viaggio nel tempo, proprio per avere la compagine sociale più adeguata alla dimensione e alle esigenze dell’azienda, che mutano nel tempo.

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SETTIMA REGOLA: Soci con una governance precisa.

Bene, alla fine avete deciso le quote. C’è un socio di maggioranza? Siete due soci al 50%? Tre al 33%? Oppure avete una compagine più articolata? È importante capire fin dall’inizio chi decide e se vi sta bene: la vostra indole è più adatta alla #leadership o a essere semplicemente #follower?

Attenzione, non sto facendo confusione: un conto sono i soci, un conto gli amministratori. Ma alla fine, gli amministratori “delegati” rispondono sempre al socio di maggioranza ed è difficile che rappresentino correttamente tutta la compagine sociale.

È ovvio che gli amministratori hanno deleghe assegnate e che i soci non devono entrare nel merito della #governance: non hanno un ruolo operativo. Tuttavia, vi assicuro che influenzano comunque le scelte della società, per un motivo o per un altro, soprattutto quando le cose non vanno bene.

La governance riguarda l’azienda e tutti gli stakeholder, ma riguarda anche il rapporto tra soci, perché le decisioni importanti vengono prese nei consigli di amministrazione e nelle assemblee. Troppo spesso, però, si perde di vista il rapporto tra le persone e i principi fondamentali su cui si basa l’azienda.

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OTTAVA REGOLA: Sì a veicoli e fondi ma con regole di ingaggio e obiettivi certi.

Talvolta, le società per fare il salto di qualità richiedono mezzi che da sole non possono raggiungere, o che impiegherebbero troppo tempo a ottenere. Ad esempio, quando si vuole aprire #mercati esteri, #negozi o #linee di prodotto. In questi casi, può avere senso farsi affiancare da dei veicoli esterni.

La prima decisione da prendere è se vogliamo mantenere la governance oppure cederla. Una volta chiarito questo, e definiti gli obiettivi personali e della società per i prossimi due o tre anni, bisogna scegliere il #veicolo più adatto per questo tratto di viaggio. Qui si apre un capitolo enorme, che non voglio trattare in dettaglio, ma posso dare un consiglio fondamentale: prendetevi il vostro tempo. Fatevi affiancare da #imprenditori, #advisor e #professionisti che ci sono già passati, ascoltate più pareri e rifletteteci con calma. Questa è una decisione che vincolerà la vostra vita e il vostro lavoro per i prossimi anni: dovete sentirvi a vostro agio e sereni. E, in ogni caso, create sempre delle vie di uscita per le possibili situazioni future.

E sì, si sente che ci ho fatto i capelli bianchi su queste cose. Ho vissuto esperienze #positive e #negative con i miei soci ed è per questo che riesco a essere critico e oggettivo quando mi chiedono una mano a decidere. Un socio, alla fine, può essere il vostro più grande sostegno verso il #successo oppure, sinceramente, la vostra #rovina, e talvolta quella della società che avete creato o in cui avete creduto dando tutto voi stessi, spesso rinunciando a vita privata, tempo con i figli o amici.

Credo che non ci sia cosa peggiore per un imprenditore che essere privato della possibilità di #scegliere e di essere libero, costretto invece a spendere tempo ed energie in situazioni critiche create da altri, che a poco a poco vi consumano e vi rattristiscono.

NONA REGOLA: Soci con cui condividi gli obiettivi.

…non è detto che li trovi... non è una battuta, perchè quasi sempre gli obiettivi personali in relazione all’azienda non sono  all’inizio dichiarati e ognuno ha i propri in funzione della propria ambizione e dimensione: cammin facendo gli obiettivi convergono o divergono: nel secondo caso, il consiglio è di prendere ciascuno la propria strada.

Autore - Christian Nucibella
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